Il Tirreno

Pontedera

l’iniziativa di acque spa, comune e scuole 

A Calci maxi risparmio di plastica e risorse con l’acqua in borraccia

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CALCI. L’acqua di rubinetto non è “solo” potabile, ma anche buona da bere, disponibile “a chilometro zero”, sicura e super controllata. Sembra un dato scontato, ma così non è in molte parti del nostro pianeta. Spesso - e a torto - il pregiudizio attorno all’acqua di rubinetto (in termini di sicurezza, qualità, caratteristiche) è inoltre radicato al punto da far preferire comportamenti non sempre sostenibili. Per incentivare le buone pratiche e promuovere un uso responsabile della risorsa idrica, dal 2011 Comune di Calci, Istituto Comprensivo e Acque SpA collaborano insieme al progetto “Acqua Buona” allo scopo di utilizzare l’acqua di rubinetto nelle mense scolastiche al posto di quella in bottiglia garantendo controlli aggiuntivi sulla qualità direttamente all’interno dei plessi e divilgando i dati (in modo che tutti possano conoscere la qualità dell’acqua che bevono). Un percorso condiviso che si rinnova anche per quest’anno, aggiungendo una forte impronta “plastic free”. La nuova stagione del progetto è stata inaugurata venerdì alla presenza del sindaco Massimiliano Ghimenti, dell’assessore all’istruzione Anna Lupetti e del consigliere di amministrazione di Acque, Rolando Pampaloni, alle scuole dell’infanzia di Montemagno e Calci, la scuola primaria Vittorio Veneto e la scuola secondaria Giunta Pisano. La novità dell’anno scolastico 2019-2020 è stata la consegna di un nuovo kit ai 570 bambini e ragazzi delle scuole coinvolte a Calci, con borracce in alluminio (a eccezione dei bambini delle scuole d’infanzia, cui per motivi di sicurezza sono state fornite le borracce tradizionali). Un ulteriore, deciso passo avanti verso la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso. Ipotizzando un consumo quotidiano di mezzo litro d’acqua ogni studente, in un anno scolastico di Acqua Buona i bambini di Calci coinvolti nel progetto faranno risparmiare alla collettività circa 15 quintali di plastica e l’emissione equivalente di 34 quintali di anidride carbonica. Anche il risparmio economico, rispetto all'ipotetico consumo di acqua minerale, non è sicuramente indifferente: almeno 12mila euro l’anno. —

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