Il Tirreno

Pontedera

Psicosi “maniaco” a Vicopisano, un uomo armato di coltello aggredisce i passanti

Sabrina Chiellini
Psicosi “maniaco” a Vicopisano, un uomo armato di coltello aggredisce i passanti

Un intero paese teme per la propria incolumità e c’è chi gira armato. Il sindaco: «Non prendete iniziative personali»

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Finora si contano quattro aggressioni, ma c’è il timore che il misterioso uomo, di circa 40 anni, che da sabato scorso semina il panico per le strade di San Giovanni alla Vena, possa tornare di nuovo in azione. Ecco come in un tranquillo paese dove tutti sanno tutto si è diffuso l’allarme del maniaco. Non è travestito da Samara ma l’intento sembra lo stesso in cui si muove la ragazzina indemoniata del film horror The Ring, cercando di far spaventare la gente per strada. Le vie della paura sono concentrate in un’area piuttosto ristretta, tra Cevoli e San Giovanni alla Vena, tra via Carraia, via Magellano e via Achille Grandi. L’aggressore viene descritto come un uomo di circa 40 anni, straniero secondo una delle vittime ma che conosce abbastanza bene l’italiano.

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È stato sentito imprecare in una lingua straniera. Prima di minacciare con un coltello una delle donne prese di mira si è lasciato sfuggire la frase: «Era tanto che ti aspettavo...». Il profilo dell’aggressore che emerge dal racconto delle vittime, che sembrano scelte a caso, è quello di una persona con grossi disturbi personali. Improvvisamente assale le persone, sia uomini che donne. Ha ferito anche un senzatetto, Giovanni, che vive in una piccola baracca in via Carraia, a ridosso di alcuni capannoni industriali. L’uomo, sordomuto, lo ha visto bene in faccia ed è riuscito, tra mille difficoltà, anche a fare capire che lo ha visto allontanarsi su un’auto bianca. I vicini sono in ansia per lui e c’è chi, come una cittadina che vive nelle vicinanze della baracca, che si è armata di bastone, intenzionata a difendersi nel caso il folle, perché di questo sembra trattarsi, dovesse tornare a colpire.

La prima volta l’uomo del coltello – inizialmente per spaventare le vittime ha usato una sorta di trincetto – ha aggredito e minacciato una donna Marzia Mencacci, di San Giovanni alla Vena. Il fatto è avvenuto sabato sera, il 14 settembre. Molti elementi facevano pensare al tentativo di usare violenza contro una donna, mentre era a passeggio con il suo cane. Sembra un episodio grave ma circoscritto. Invece lunedì, all’inizio di questa settimana, l’uomo del coltello è tornato a farsi vedere. Ha scelto un altro bersaglio debole, un senzatetto, sordomuto, che tutti conoscono a San Giovanni. Ha tentato di accoltellarlo, forse voleva solo spaventarlo e ci è riuscito, lasciandolo nel panico.

Due giorni dopo un’altra aggressione: il misterioso uomo è uscito all’improvviso da dietro un muretto di via Magellano. Ha minacciato con un coltello una donna. «È sbucato all’improvviso – ha poi raccontato la vittima ai carabinieri – indossava una felpa, aveva i capelli rasati...». La donna è finita all’ospedale, è stata infatti ferita all’altezza del collo dalla lama del coltello. Un piccolo taglio, è il segno visibile. Ma la ferita più grande è quella delle paura, non si può curare con una medicazione e via. L’altra sera, dopo cena, la quarta aggressione, avvenuta con modalità diverse. «Sono sceso dalla mia auto nel parcheggio e qualcuno mi ha colpito alla testa con un bastone», ha raccontato Jimmy Grieco, 41 anni di Calcinaia.

«Ero nel bar a Cevoli – ci spiega il titolare del negozio “Il Bottegaio” Luciano Ghezzani – quando è entrato un uomo. Era sconvolto, si reggeva la testa. Si è appoggiato al bancone del bar e ha cominciato a dire che era stato aggredito. Sono rimasto senza parole, poi sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza». «Era spaventato, aveva un trauma alla testa, ho chiamato i carabinieri – spiega il barista, Andrea Degl’Innocenti – non sappiamo cosa pensare. Diceva che qualcuno gli aveva dato due cazzotti, ma al buio non aveva visto chi lo aveva colpito».

L’uomo è stato trasportato all’ospedale di Pontedera dove è stato trattenuto per un sospetto trauma cranico. Per questo episodio i carabinieri di San Giovanni alla Vena, che da quando si è verificato il primo fatto lavorano quasi esclusivamente per fermare l’uomo del mistero, stanno cercando di capire se ci sono collegamenti con i precedenti. Le modalità sembrano diverse, l’aggressore non aveva un coltello ma era armato di bastone. L’uomo, fanno notare gli inquirenti, non agisce a scopo di rapina, sembra che si diverta a spaventare le persone incontrate per la strada.

Ce n’è quanto basta per fare scoppiare il panico. Sui social si racconta di tutto. C’è chi dice di voler addirittura aprire una chat WhatsApp tra i residenti per segnalare potenziali avvistamenti e incastrare questo personaggio che continua la pratica delle aggressioni. Le chat esistenti bollono. Qualcuno vorrebbe fare la vigilanza di notte. Il sindaco intanto invita a non prendere iniziative personali.

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