Il Tirreno

Pontedera

sanità 

Sindacati contro l’Asl «Mancano ortopedici per fare gli interventi»

Marco Sabia

Accusa del Nursind per le scelte fatte nel centro fucecchiese A San Miniato, invece, spazi angusti e poco personale

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Sale operatorie sottoutilizzate, personale numericamente carente e costretto a lavorare in spazi a dir poco angusti: non è dei migliori il quadro tratteggiato dal sindacato Nursind e riferito al Cesat di Fucecchio e alla dialisi e nefrologia di San Miniato. Il sindacato, infatti, denuncia di non essere ascoltato dalla governance dell’Asl Toscana Centro quando chiede che vengano fatte assunzioni.

Ma andiamo con ordine, partendo dal Cesat di Fucecchio, quello che la macro Asl ha individuato come proprio centro di riferimento per la chirurgia artoprotesica: «Qui – spiega il segretario zonale Gianni Piccini – mancano i pazienti perché mancano gli ortopedici per le operazioni; da quando c’è stata la riorganizzazione gli interventi sono passati da circa 5 al giorno a 3, con la prospettiva di arrivare a 2. E pensare che sono stati anche fatti investimenti importanti per arrivare prima a 6 e poi a 8 inteventi giornalieri. Come se non bastasse, il personale che aveva fatto regolare domanda di mobilità da altre sedi per lavorare in questo centro, si è visto nuovamente spostare in altri presidi, con non poche difficoltà lavorative e familiari. Da oltre due mesi abbiamo richiesto un incontro con la direzione aziendale per capire i motivi di una così brusca diminuzione degli interventi ma ad oggi non abbiamo avuto risposta».

Ma se Sparta piange… Atene non ride. Da Fucecchio a San Miniato, con due criticità: «Altri problemi non di poco conto provengono dalla dialisi di San Miniato che ha un cospicuo numero di pazienti, visto che alcuni devono effettuare le sedute emodialitiche fuori dal territorio. Il Blocco H dell’ospedale di Empoli avrebbe dovuto accogliere l’intero servizio, ma ad oggi i tempi non sono resi noti dalla Asl. Le condizioni lavorative in cui versano gli Infermieri della dialisi di San Miniato sono a dir poco precarie ed è ancor peggio per l’utenza che si trova a non vedersi garantita la privacy a causa degli spazi ristretti. Stiamo parlando di una struttura non più decorosa e accettabile ai giorni nostri».

C’è poi un’ulteriore questione: «Un’altra preoccupazione riguarda gli standard assistenziali delle cure intermedie che trovano spazio sempre a San Miniato, ben al di sotto di quanto auspicato con un grave carico di lavoro. Avevamo denunciato a primavera tale carenza organizzativa, parzialmente compensata con l’inserimento di un operatori socio sanitari part-time grazie al nostro intervento, ma si attendono ancora misure e adeguamento degli organici definitive». La soluzione, almeno nel breve-medio termine, è attivare la mobilità esterna: «Basti pensare che a livello toscano mancano 2.300 fra infermieri e oss. E la mobilità è l’unico strumento, concorso a parte, che permette di assumere a tempo indeterminato. È un passaggio imprescindibile per mantenere l’attuale standard del servizio sanitario». —

Marco Sabia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa