«La chirurgia vertebrale non deve essere smobilitata»
Appello del presidente della Cassa di risparmio di Volterra ai vertici dell’Asl Il caso del bruco robot usato all’ospedale del colle etrusco e poi spostato a Pisa
VOLTERRA. Tra tante voci scettiche o comunque poco inclini a perdonare “le colpe” del passato di Asl e Regione per la perdita di servizi dell’ospedale, durante il consiglio comunale straordinario a Volterra incentrato sul futuro del Santa Maria Maddalena, ha destato particolare interesse l’intervento di Giovanni Manghetti, presidente della Cassa di risparmio di Volterra che ha ammonito la dirigenza Asl presente a Palazzo dei Priori: «Non smobilitate la chirurgia vertebrale, per la quale la nostra banca e la Fondazione hanno comprato un macchinario tra i migliori in Italia, ma che ora, di fatto, è inutilizzato».
Parole dure che hanno colpito i presenti, soprattutto perché quel macchinario era stato uno dei fiori all’occhiello della sanità volterrana. «Dieci anni fa abbiamo speso circa 700mila euro – ha ribadito Manghetti – Per un po’ di tempo gli interventi di chirurgia vertebrale hanno funzionato molto bene. Poi Asl e Regione hanno detto che non c’erano più le condizioni per continuare con questo tipo di operazioni complesse perché mancavano letti attrezzati e, quindi, non c’erano le condizioni di sicurezza. A quel punto abbiamo proposto di pagare l’adeguamento delle strumentazioni. Ma non ne abbiamo fatto di niente».
Il passato non si cancella, ma il futuro si può scrivere. Ecco perché Manghetti ha esortato in primo luogo Luca Nardi, direttore degli ospedali di Pontedera e Volterra affinché trovino i medici per usare quel macchinario, visto che il primario di chirurgia sta per andarsene».
Un altro strumento donato all’ospedale di Volterra, e in questo caso anche a quello di Pontedera, è stato il casco per limitare le cadute dei capelli in pazienti sottoposti a chemioterapia. «Ma non solo – dice Manghetti, il giorno dopo il consiglio straordinario – Anni fa facemmo in modo di donare all’ospedale di Volterra anche il bruco robot per la prevenzione del tumore al colon. Anche in questo caso, il dispositivo è stato usato per alcuni anni con ottimi risultati. Poi è stata tolta l’autorizzazione, mentre poco fa è stata concessa a Cisanello» Secondo il presidente della Cassa di risparmio di Volterra, nella città etrusca «è stata fatta una sinergia tra sanità pubblica e privato senza eguali. Noi siamo sempre stati disponibili a metterci a un tavolo per capire come fare per rispondere ai bisogni dell’ospedale e dei cittadini. E anche in questa circostanza ribadiamo la nostra disponibilità».
Presente a Palazzo dei Priori anche Roberto Pepi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra che ha sottoscritto l’intervento di Manghetti aggiungendo l’idea di fare dell’ospedale di Volterra «un blocco unico, ricostruendo la struttura sanitaria per renderla più funzionale e attrattiva». In qualche maniera, quello che ha sostenuto la dirigente dell’Asl Sabina Sanguineti che ha parlato di una riorganizzazione degli spazi per evitare perdite di tempo per i ricoveri che arrivano anche a quaranta minuti per ogni paziente».
Un consiglio comunale che ha ribadito l’attesa di Volterra rispetto alle promesse fatte dai rappresentanti dell’Asl, basate sul non voler tagliare i servizi portando anche pazienti all’ospedale per interventi di chirurgia ambulatoriale. In molti hanno ribadito il concetto di aver sentito parole positive negli anni a cui però non sono successi fatti concreti in quella direzione. E ora, non resta che aspettare per verificare che tutto ciò che è stato promesso venga mantenuto. —
Andreas Quirici
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