Il dolore
«Hospice e cure intermedie senza diminuire i servizi»
È l’annuncio dell’Asl al consiglio comunale aperto per il Santa Maria Maddalena Il piano prevede di portare in Valdicecina più interventi chirurgici in day surgery
VOLTERRA. Una riorganizzazione sostanziale, concreta, a cui l’Asl sta lavorando per dare un volto e una funzionalità nuova all’ospedale di Volterra. È la notizia portata dai dirigenti dell’azienda sanitaria al consiglio comunale aperto sul tema più caldo della città etrusca e dell’intera Valdicecina.
Un appuntamento con tanta gente a Palazzo dei Priori in cui Sabina Sanguineti, della direzione sanitaria degli ospedali di Pontedera e Volterra, ha spiegato che saranno aggiunti posti letto da usare per le cure intermedie e per un hospice, la vera novità per il Santa Maria Maddalena.
«Il tasso di occupazione dei posti letto in chirurgia è del 30% – ha detto Sanguineti – Ecco che in questo contesto riusciremo a sviluppare una diversificazione degli spazi con otto posti dedicati proprio alle cure intermedie, quelle che servono tra la dimissione del paziente dopo il ricovero e il suo ritorno a casa, e per un hospice che sorgerà per chi è affetto da gravissime patologie». Un primo passo verso la chiarezza che l’Asl intende fare sulle olemiche e ai problemi emersi da tempo sull’ospedale. Una situazione che genera preoccupazione tra i cittadini, come sottolineato dai gruppi di opposizione, Uniti per Volterra e Per Volterra. «Il piano approvato dalla direzione dell’Asl – ha ribadito Sanguineti – prevede che non siano tagliati servizi. Intendiamo portare più pazienti a Volterra per interventi di chirurgia ambulatoriale e day surgery». Promessa che i volterrani hanno già sentito, ma che finora non è mai stata realizzata.
Un problema evidenziato da Sanguineti è stata l’impiego di 40 minuti per ogni ricovero che il personale dell’ospedale si trova ad affrontare per la distanza tra i vari reparti. «Si perde molto tempo e a questo dobbiamo rimediare – ha detto la dirigente – L’idea che abbiamo studiato è di riorganizzare i reparti, portando l’area della degenza al padiglione della Stecca e le attività h24 nel padiglione Biffi. Crediamo che con questi cambiamenti, la situazione possa cambiare».
Detta così sembra tutto bello. In realtà il direttore dell’ospedale di Pontedera e di quello di Volterra, Luca Nardi, ha evidenziato carenze di personale che hanno caratterizzato in negativo l’estate del Santa Maria Maddalena. Facendo emergere tante polemiche. Come quelle legate all’assenza di un oculista nella città etrusca. «Arriverà a novembre – ha detto Nardi – ma è il segnale di un problema che siamo costretti ad affrontare ogni giorno in tutti i nostri ospedali. C’è carenza di medici a livello nazionale e questo si ripercuote su tutti noi. Dobbiamo lavorare con il personale a nostra disposizione ma dobbiamo anche affrontare casi come quello dello specialista di ostetrica ginecologia che dobbiamo sostituire per il territorio della Valdicecina. Ma dopo aver avviato il concorso a marzo, non siamo ancora arrivati alla nomina».
Il sindaco di Volterra, Giacomo Santi che ha chiesto un tavolo di concertazione con l’Asl per monitorare la situazione e le piante organiche di cui è dotato l’ospedale. Presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Pontedera, Matteo Franconi, di Castelnuovo, Alberto Ferrini e di Pomarance, Ilaria Bacci. I tre amministratori hanno parlato di unità dei territori per affrontare le sfide della sanità del futuro. Ferrini, però, ha evidenziato il fatto che questi problemi devono essere risolti e che non si deve parlare di sanità solo in termini di aziende. E che deve essere la politica a dare le risposte. —
Andreas Quirici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
