Il Tirreno

Pontedera

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Mamma Giovanna protesta: «Odissea dopo lo svenimento di mia figlia»

S.C.

Si torna a sottolineare l’esigenza di avere a disposizione un letto per l’osservazione pediatrica «Disagi per le famiglie»  

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VOLTERRA. La necessità di mantenere servizi efficienti all’ospedale di Volterra va oltre la chirurgia di urgenza. Giovanna Calvani, una mamma residente a Volterra, ha pubblicato un appello sulla pagina Facebook dell’ex sindaco di Volterra, Marco Buselli, che da sempre si batte per la salvaguardia dell’ospedale. I cittadini chiedono che sia previsto un turno di reperibilità notturna del pediatra, anche se a Pontedera è stato predisposto un pronto soccorso pediatrico. E che ci sia un ambulatorio pediatrico per l’osservazione breve. Quello che è successo a questa cittadina riassume la sostanza del problema quando i servizi si trovano a quasi cento chilometri di distanza (andata e ritorno).

«Un letto di osservazione pediatrica a Volterra. Sembra di chiedere la Luna. Invece bisogna andare a intasare ospedali già strapieni! Mi tocca lasciare gli altri due bimbi dai nonni a 80 chilometri da qui (ho cercato su Google maps la distanza Pontedera-Monteriggioni), mio marito è tornato a dormire a Volterra. E io ho cenato con un cappuccino della macchinetta perché alle 19.30 il bar era già chiuso. Il tutto perché mia figlia ha avuto uno svenimento. Nonostante tutti gli esami fatti dalla bravissima pediatra in turno a Volterra fossero tutti a posto, essendo così piccola necessitava di osservazione per un tempo che non è stato indicato. Quando c’è necessità per i figli si va anche sulla Luna ovviamente, ma perché creare questi disagi a cascata (alle famiglie, all’ospedale già oberato di vere urgenze, al personale che deve attuare il trasferimento)? Perché noi abbiamo dovuto aspettare una dottoressa da Pisa e l’ambulanza da Ponsacco per cose che si potrebbero risolvere benissimo a Volterra?», scrive la cittadina.

Stessa situazione è capitata a un’altra famiglia, il cui figlio aveva bisogno di una flebo perché disidratato. È stato accompagnato all’ospedale di Pontedera con l’ambulanza e poi dimesso. Oltre a creare un disagio per le famiglie, questa organizzazione, fanno notare i cittadini, probabilmente comporta anche maggiori costi per la sanità pubblica. – S.C.



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