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Fucecchio scommette sullo zafferano: aiuti ai nuovi imprenditori

Marco Sabia
Fucecchio scommette sullo zafferano: aiuti ai nuovi imprenditori

In arrivo un bando del Comune per il prestito di bulbi. Russoniello: «Può essere volano di sviluppo per il turismo»

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FUCECCHIO. L’intento è quello di passare dalle parole ai fatti, cioè di far diventare Fucecchio veramente una città dello zafferano, andando oltre questa “qualifica” che la città di Montanelli già ha. E per farlo l’amministrazione comunale nel 2020 metterà dei fondi per acquistare bulbi di zafferano da concedere a chi vorrà dedicarsi a questa coltura, che a Fucecchio è portata avanti da un’azienda (che ha difficoltà a soddisfare le tante richieste che riceve).

Ma come verrà fatto tutto questo? Intanto c’è la collaborazione con l’associazione Zafferano Italiano, di cui Fucecchio fa parte. Attraverso la “Banca dello Zafferano Italiano” il Comune di Fucecchio intende concedere a titolo di “prestito d’onore” un quantitativo pari a 50 chili di bulbi di Crocus Sativus (lo zafferano) a ciascun beneficiario, fino ad un massimo di 3 beneficiari e in ogni caso fino ad esaurimento della disponibilità dei bulbi per l’anno in corso. Il bando si rivolge a giovani imprenditori agricoli (con età inferiore a quarantacinque anni) i cui terreni siano nel territorio del Comune di Fucecchio e che non abbiano mai intrapreso la coltivazione dello zafferano. Il richiedente s’impegna a realizzare lo zafferaneto all’interno del territorio del Comune di Fucecchio; a restituire il 20% dei bulbi espiantati a partire dall’anno successivo e per un massimo di tre anni; ad accettare di poter far visionare il proprio zafferaneto a funzionari del Comune di Fucecchio e dell’Associazione Produttori Zafferano Italiano onde valutarne la corretta coltivazione, con l’intento di ricevere indicazioni e miglioramenti dello stesso.

Con la restituzione di nuovi bulbi c’è la volontà di creare una banca nazionale per rifornire chi volesse buttarsi in questo settore. Un sistema di rigenerazione continua, per farla breve. Coi soldi del Comune, invece, Fucecchio potrebbe allargare la platea di imprenditori agricoli dediti alla cultura di questo bulbo così pregiato, fornendolo in maniera gratuita ai futuri coltivatori. «Siamo diventati città dello zafferano – spiega l’assessora alle attività produttive Valentina Russoniello – per incentivare un turismo slow e innescare ricadute su tutto il tessuto economico; non solo il produttore diretto ma anche ristoranti, bar, strutture ricettive. In poche parole incentivare tutta una serie di buone pratiche per sviluppare un turismo legato al territorio e la natura».

A Fucecchio, al momento lo zafferano viene usato per “arricchire” il miele con un sapore tutto particolare. Contemporaneamente, sempre a Fucecchio, potranno arrivare dei cartelli stradali simili a quelli all’ingresso del territorio comunale che mostrano come questo territorio faccia parte della rete delle Città dell’Infiorata.

 

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