Il Tirreno

Pontedera

la tendenza

In crescita il ricorso a internet per le operazioni bancarie

Sergio Braccini

Sono sempre di più i risparmiatori che aprono conti correnti sul web Aumentato il costo medio annuale, che si aggira sugli 80 euro 

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Gli italiani fanno ricorso sempre di più a internet per le loro operazioni bancarie. Secondo l’osservatorio ConfrontaConti. it, il canale preferito per aprire conti correnti è sempre di più il web. Perché più conveniente, più rapido e diretto, più riservato. La quota di chi ha utilizzato la rete nel 2019 è infatti salita al nuovo record del 68% del totale, in ulteriore aumento dal 66% registrato nel secondo semestre del 2018.

Una tendenza che è ancora più evidente se si guarda la statistica del 2010, quando solo il 28% dell’utenza utilizzava i computer (oggi anche cellulari) per interfacciarsi con gli istituti di credito. In nove anni sono dimezzati i correntisti divisi tra filiale e web. Senza contare il confronto che questi dati hanno rispetto alle quote delle operazioni fatte dai risparmiatori solo tramite filiale (in calo al 5,7% dal 6, 1% nel secondo semestre del 2018) e con quelle di chi usa sia lo sportello che la rete (26,3% contro 27,9%). Ed è probabilmente da quest’ultima fascia che il web sta erodendo i correntisti, indicata in costante discesa dal primo semestre del 2013, quando stazionava sopra il 50%. Si sta assottigliando anche la quota dei correntisti che vanno esclusivamente allo sportello (oggi al 5,7% contro il 6, 1% della seconda metà del 2018 e il 20% del 2010).

Tutto questo si lega anche al fatto che i conti correnti - diventati una necessità per le famiglie e la prima scelta di risparmio - sono sempre più cari per gli italiani. La spesa media di gestione di un conto tradizionale è cresciuta in un solo anno di circa 1,8 euro, attestandosi a 79, 4 euro. Lo ha rilevato un’indagine di Bankitalia sui dati del 2017. La crescita deriva soprattutto dai maggiori canoni di base, che colpiscono soprattutto il cliente medio, che fa poche operazioni. Ad aumentare, anche se in misura minore, sono anche i canoni per le carte di credito e di debito.

Nel frattempo i risparmiatori hanno continuato a mantenere sempre più liquidità nei loro conti correnti. Il panorama internazionale irrequieto, con la guerra dei dazi Usa-Cina e l’incognita Brexit, e l’incertezza sulla situazione economica interna stanno spingendo gli italiani a essere più parsimoniosi. Nel primo quadrimestre di quest’anno il saldo attivo dei conti correnti ha aggiornato il nuovo massimo assoluto a 16. 032 euro, segnando un balzo significativo dai 14.189 del secondo semestre del 2018. Nel dettaglio, la quota dei conti con un saldo superiore ai 10mila euro nel primo quadrimestre ha consolidato la prima posizione collocandosi al 36, 3% del totale (dal 33, 3% del secondo semestre 2018), anche se in lieve assestamento dal 36,7% segnato nel periodo gennaio-marzo.

In ascesa anche il trend dei conti con saldo compreso tra 5.001 e 10mila euro, al 20,3% dei rapporti bancari (19,5% nell’ultima frazione del 2018). Segno negativo invece per i conti con saldi più bassi: al 17, 3% quelli inferiori a mille euro (18,8%), all’11,5% quelli fino a 3mila euro (13%) e al 14,6% quelli compresi tra 3mila e 5mila (15, 4%). –


 

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