Il dolore
Una staffetta carica d’amore per i bambini
Successo per l’iniziativa organizzata da Boscoborgo che ha portato a due pazienti dell’ospedale pediatrico Meyer i fondi raccolti in questi giorni
PONTEDERA. Dalle Tre Campane di Pontedera e da piazza dei Bersaglieri a Ponsacco all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze in bicicletta e in scooter o in moto per portare una busta con dentro i fondi raccolti da devolvere alla struttura sanitaria di eccellenza che cura i bambini con gravi patologie.
Entusiasmo tra i partecipanti all’iniziativa, organizzata dall’associazione Quelle di Boscoborgo dopo un fatto di cronaca che ha toccato il cuore di tantissimi genitori, la caduta in piscina di un bimbo di tre anni tedesco in un resort di Saline di Volterra.
Una vicenda terminata col lieto fine, anche se il piccolo paziente dovrà proseguire le cure per tornare alla normalità. E che ha generato una gara di solidarietà culminata con l’evento di ieri in cui i partecipanti sono partiti, alcuni dalle Tre Campane di Pontedera e altri da piazza dei Bersaglieri a Ponsacco, dove si trova l’albero di Boscoborgo, per dirigersi verso Firenze scegliendo il percorso preferito.
Una volta arrivati al Meyer, è stata consegnata la busta a due ragazzi e il libro di Boscoborgo, l’associazione che quest’anno ha ricevuto a Casciana Terme il premio “Donna è”, organizzato dall’associazione Idee in movimento. Proprio quest’ultima associazione e numerosi sponsor hanno collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa di ieri che punta anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salvaguardia dei bambini.
Al Meyer, abbiamo piantato nelle radici del nostro albero – hanno detto dall’associazione Boscoborgo – i principi raccolti dall’esperienza del Meyer e degli altri ospedali della Toscana, destinati a produrre nuovi frutti e coltivare speranze per sostenere chi vive momenti difficili e ancor più affinché i “piccoli guerrieri possano diventare i grandi guerrieri di domani».
«Boscoborgo ringrazia tutte le autorità, le istituzioni, le associazioni, i cittadini, i bambini e la Fondazione Meyer – proseguono dall’associazione – per avere permesso la realizzazione di questa improvvisata staffetta dei principi nell’ambito di una poetica disorganizzazione di Boscoborgo dove tutto diventa ancora più magico proprio se improvvisato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
