Il Tirreno

Pontedera

Il “guerriero” Sandro nella Hall of fame del pugilato italiano

Sergio Braccini
Un’immagine scattata durante l’epico combattimento con il coreano Ki Soo Kim, nel 1968, a San Siro
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Un’immagine scattata durante l’epico combattimento con il coreano Ki Soo Kim, nel 1968, a San Siro

Importante riconoscimento per Mazzinghi: il 26 ottobre il nome del pontederese ex campione del mondo e d’Europa di boxe entrerà nella galleria dei più grandi di sempre

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PONTEDERA. Una pezzo di storia vivente di Pontedera compie un altro passo verso la leggenda. Tra meno di due mesi, la sera del 26 ottobre prossimo, a Castrocaro Terme, Sandro Mazzinghi sarà inserito nella Hall of fame italiana, una sorta di galleria delle eccellenze riservata ai protagonisti della “nobile arte” che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo. . Il campione pontederese sarà accolto in questa meravigliosa “casa della boxe” per i suoi meriti sportivi insieme ad altri pugili che hanno dato lustro al tricolore, tra i quali il compianto Primo Carnera.

La scelta è caduta quest’anno su sei mattatori del ring (oltre a Sandro Mazzinghi e Primo Carnera, entrano nella Hall of fame Bruno Arcari, Gianfranco Rosi, Francesco Damiani e Simona Galassi) ed è stata fatta considerando sia il livello delle imprese, sia l’impatto che questi personaggi hanno avuto sulla storia della disciplina nel nostro paese.

Sandro Mazzinghi, che il 3 ottobre compirà 81 anni, è stato campione mondiale dei pesi medi junior (1963, 1965 e 1968) e campione europeo nella stessa categoria (1966 e1968). Ha combattuto 69 incontri: 64 vittorie (42 prima del limite), 3 sconfitte, due no contest. Con le sue imprese e il dualismo con Nino Benvenuti ha dato enorme popolarità al pugilato italiano ed è stato protagonista del più emozionante e partecipato match mai disputato in Italia: il 26 maggio 1968 il “guerriero di Pontedera”, il soprannome che preferisce tra i tanti gli sono stati affibbiati durante la sua luminosa carriera («Perché mi dipinge bene: nella vita ho sempre lottato, è la mia storia») ha portato 40mila paganti sugli spalti e sul prato dello stadio milanese di San Siro per la sfida vittoriosa, al termine di un’entusiasmante corrida, contro il coreano Ki Soo Kim.

«Sono emozionato e orgoglioso, è un onore entrare a far parte di questa grande famiglia insieme ai più grandi pugili che l’Italia abbia mai avuto - dice l’ex campione del mondo e d’Europa che oggi abita a Cascine di Buti con la moglie Marisa e i figli David e Simone - Sarà per me l’ennesimo riconoscimento per una vita dedicata allo sport. Colgo quindi l’occasione per ringraziare tutti i miei tifosi che ancora oggi mi ricordano e mi celebrano come se non avessi mai appeso i guantoni» . –

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