Gioco
Il “guerriero” Sandro nella Hall of fame del pugilato italiano
Importante riconoscimento per Mazzinghi: il 26 ottobre il nome del pontederese ex campione del mondo e d’Europa di boxe entrerà nella galleria dei più grandi di sempre
PONTEDERA. Una pezzo di storia vivente di Pontedera compie un altro passo verso la leggenda. Tra meno di due mesi, la sera del 26 ottobre prossimo, a Castrocaro Terme, Sandro Mazzinghi sarà inserito nella Hall of fame italiana, una sorta di galleria delle eccellenze riservata ai protagonisti della “nobile arte” che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo. . Il campione pontederese sarà accolto in questa meravigliosa “casa della boxe” per i suoi meriti sportivi insieme ad altri pugili che hanno dato lustro al tricolore, tra i quali il compianto Primo Carnera.
La scelta è caduta quest’anno su sei mattatori del ring (oltre a Sandro Mazzinghi e Primo Carnera, entrano nella Hall of fame Bruno Arcari, Gianfranco Rosi, Francesco Damiani e Simona Galassi) ed è stata fatta considerando sia il livello delle imprese, sia l’impatto che questi personaggi hanno avuto sulla storia della disciplina nel nostro paese.
Sandro Mazzinghi, che il 3 ottobre compirà 81 anni, è stato campione mondiale dei pesi medi junior (1963, 1965 e 1968) e campione europeo nella stessa categoria (1966 e1968). Ha combattuto 69 incontri: 64 vittorie (42 prima del limite), 3 sconfitte, due no contest. Con le sue imprese e il dualismo con Nino Benvenuti ha dato enorme popolarità al pugilato italiano ed è stato protagonista del più emozionante e partecipato match mai disputato in Italia: il 26 maggio 1968 il “guerriero di Pontedera”, il soprannome che preferisce tra i tanti gli sono stati affibbiati durante la sua luminosa carriera («Perché mi dipinge bene: nella vita ho sempre lottato, è la mia storia») ha portato 40mila paganti sugli spalti e sul prato dello stadio milanese di San Siro per la sfida vittoriosa, al termine di un’entusiasmante corrida, contro il coreano Ki Soo Kim.
«Sono emozionato e orgoglioso, è un onore entrare a far parte di questa grande famiglia insieme ai più grandi pugili che l’Italia abbia mai avuto - dice l’ex campione del mondo e d’Europa che oggi abita a Cascine di Buti con la moglie Marisa e i figli David e Simone - Sarà per me l’ennesimo riconoscimento per una vita dedicata allo sport. Colgo quindi l’occasione per ringraziare tutti i miei tifosi che ancora oggi mi ricordano e mi celebrano come se non avessi mai appeso i guantoni» . –
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