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Subbuteo, il gioco vintage che resiste ai videogames. E al "Sombrero" c'è un club da serie A

Giacomo Pelfer
Subbuteo, il gioco vintage che resiste ai videogames. E al "Sombrero" c'è un club da serie A

Il Subbuteo Club Sombrero a San Miniato Basso disputa la massima categoria della Fisct e quest'anno punta in alto. E la stagione inizia con un super torneo organizzato in "casa"

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SAN MINIATO BASSO. C’è chi predilige giocare all’attacco, chi è più portato per la difesa e chi invece punta tutto sul possesso palla. Perché un buon “tocco” non basta per andare in rete. Servono piuttosto strategia, schemi di gioco e una dose costante di allenamenti. Per gli appassionati insomma, niente è in grado di simulare lo sport più amato del mondo, il calcio, come il Subbuteo. Una passione, quasi una vocazione per alcuni. Un ricordo d’infanzia che da grandi diventa una vera e propria disciplina che nessun videogioco potrà mai eguagliare.

SUBBUTEO, PASSIONE ETERNA

Un “mondo” dove gioco e collezionismo si intrecciano, con tanto di Federazione, aziende specializzate e appassionati capaci di riprodurre ogni dettaglio delle maglie ufficiali, colorando a mano le tipiche miniature in plastica dei calciatori. Un mondo che domenica si riunirà alla Casa Culturale, a San Miniato Basso, per la settima edizione del Torneo di Subbuteo organizzato dal Subbuteo Club Sombrero, una delle circa 100 società sparse in Italia e tra le principali della Toscana, regione tra le più attive all’interno della Federazione italiana sportiva calcio tavolo (la Fisct).

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Guai, tuttavia, a confondere il Calcio Tavolo con il Subbuteo vero e proprio: «Il Subbuteo è nato prima, conoscendo il suo periodo d’oro fra anni’ 70 e ’80 – spiega Nico Lucchesi, uno dei membri del Subbuteo Club Sombrero – mentre il Calcio Tavolo è stato un’evoluzione successiva con l’introduzione di materiali diversi, soprattutto nella porta e nel portiere. Dal 2009, con la riscoperta del gioco tradizionale, la Federazione ha deciso inserire anche un circuito dedicato al Subbuteo».
Chi partecipa ad una specialità, ad ogni modo, concorre quasi sempre anche all’altra, proprio come succede tra i membri del club sanminiatese. Ventidue i tesserati di quest’anno, quasi tutti fra i 40 e i 50 anni: ex ragazzini cresciuti col pallino del Subbuteo. «Quando ero piccolo era un gioco costoso e anche parecchio fragile – ricorda Sandro Sani, presidente del club – non so quanta colla ho consumato per rimettere insieme i giocatori e le basi. Alla fine l’avevo vissuta forse come qualcosa che mi era mancato. Così da grande mi sono riavvicinato, prima collezionando le squadre e arrivando a possederne 300, tutte originali, per poi venire a sapere che qualcuno giocava ancora».

UN CLUB... DA SERIE A

La riscoperta a San Miniato è merito dell’associazione Il Kampino di Ponte a Elsa, che alcuni anni fa iniziò ad organizzare piccoli tornei all’aperto, in versione amatoriale, innescando un passaparola che alla fine ha portato al salto tra i professionisti, prima prendendo “casa” al Sombrero sotto la Polisportiva Casa Culturale, poi affiliandosi alla Federazione, con tanto di sponsor e con una vera e propria campagna acquisti alla ricerca dei giocatori migliori. È per questo che dei 22 tesserati del Club Sombrero solo 6 vivono tra il Valdarno e l’Empolese (Nico Lucchesi, Sandro Sani, Mirko Cappelli, Stefano Scarselli, Emanuele Arrighetti e David Falaschi), mentre gli altri risiedono in Umbria, nel Lazio, in Sardegna e perfino all’estero, con un giocatore di Lugano e un’intera famiglia residente in Israele (Pier Luigi Signoretti, Livio Cerullo, Giampaolo Milei, Riccardo Falorni, Tiziano Ficola, Roberto Pieroni, Pierpaolo Dore, Alessandro Subazzoli, Simone Fioroni, Nicola Montefusco, Simone Di Pierro, Cristiano Sassetti e infine Emanuel, Simone, Ascer e Davide Funaro).

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Un team variegato nato dalla fusione nel 2018 con un club di Perugia dove già militava il sanminiatese Nico Lucchesi: «Ci siamo fusi perché noi avevamo le strutture e la logistica, a cominciare dalla comodità di uno spazio come la Casa Culturale, mentre loro avevano i giocatori e soprattutto i titoli per disputare la Serie A di Subbuteo e la Serie B di Calcio Tavolo».

Alla fine insomma si fa sul serio, tanto che la società sanminiatese schiererà nella prossima stagione due squadre (ognuna composta da 5 tesserati), la prima delle quali, dopo il quarto posto dello scorso anno, non fa mistero di voler puntare allo Scudetto.

Niente a che vedere con l’idea di un passatempo vintage per qualche intramontabile nostalgico, ma piuttosto un vero movimento agonistico che a sorpresa sta tornano a coinvolgere i più giovani. «Con i videogiochi sicuramente abbiamo saltato una generazione – dice Sani – ma negli ultimi anni si cominciano a vedere anche diversi ragazzini, di solito coinvolti dal padre». Sbagliato, tuttavia, pensare che la Play Station e le simulazioni calcistiche siano il grande nemico: «I videogiochi non vanno demonizzati – risponde Lucchesi – Io sono fissato con i giochi di guida, ma quando si parla di calcio… c’è solo il Subbuteo». 

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IL SUPER TORNEO NEL DETTAGLIO

Ventidue campi per il torneo di domenica 

Sono ventidue i campi per le partite di Subbuteo in cui si disputerà il torneo di domenica 8 settembre. Una distesa di panni verdi su strutture in legno, come si vede dalla foto a fianco, opera di Nico Lucchesi, che si animeranno nello stanzone della Casa culturale di San Miniato Basso con decine di giocatori e un silenzio quasi irreale mentre si disputano gli incontri.

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Si gioca dalle 9 alle 18,30 con 60 giocatori in gare individuali

Andrà avanti dalle 9 alle 18,30 il torneo di Subbuteo in programma domenica alla Casa Culturale di San Miniato Basso. Sarà un torneo individuale, dove ciascun giocatore gareggerà per sé, anche se i tesserati dei club indosseranno la maglia della propria società. Almeno una sessantina gli appassionati attesi a San Miniato, ciascuno dei quali sarà chiamato, ogni due partite, a vestire anche il ruolo di arbitro come previsto dal regolamento Fisct. Durante la manifestazione si giocheranno partite da due tempi da 10 o da 15 minuti. Il torneo sarà la prima delle 11 tappe del Grand Prix Toscana-Umbria, il cui risultato determinerà i giocatori chiamati a disputare il campionato nazionale e il trofeo a squadre tra province. L'ingresso per il pubblico è gratuito.

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