Il Tirreno

Pontedera

dopo l’addio ai motori a scoppio 

Lavoratori della Continental preoccupati per il futuro

Lavoratori della Continental preoccupati per il futuro

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FAUGLIA. Mentre proseguono gli scioperi alla Continental, che ha sede da Fauglia e San Piero a Grado, tra i lavoratori e i loro rappresentanti regna l’incertezza e la preoccupazione per il futuro dei due siti produttivi dove lavorano oltre mille persone.

L’azienda, infatti, ha fatto una cessione di ramo d’azienda proprio nel settore in cui sono attive le due fabbriche pisane. La situazione è tesa in maniera notevol, dopo che le relazioni sindacali sono di fatto interrotte per via della scelta fatta dalla dirigenza per l’utilizzo di operai interinali diversi da quelli che lavorano da tempo in azienda. Una scelta unilaterale che ha portato ad astensioni dal lavoro e a manifestazioni di protesta per provare a far cambiare idea ai vertici aziendali.Per ora è muro contro muro, ma ciò che preoccupa maggiormente è il futuro di tutti i dipendenti di Fauglia e San Piero a Grado.

Le vendite di Continental sono scese del 41% nel secondo trimestre di quest’anno ed è in atto un tentativo di riequilibrare i conti, anche con chiusure di fabbriche in Germania, Paese che sta attraversando una delicata fase congiunturale. La cessione del ramo d’azienda del settore power trail, i motori a scoppio per intenderci, che non sarebbe più interessante dal punto di vista del profitto, metterebbero a rischio fabbriche come quella di Fauglia e San Piero a Grado che, complessivamente, occupano 950 dipendenti fissi e 250 interinali.

Difficile comprendere gli sviluppi di uno scenario che ad oggi sembra davvero problematico per una realtà imprenditoriale che, per anni, ha rappresentato un modello sia dal punto di vista produttivo che sotto l’aspetto delle relazioni sindacali e dell’organizzazione del lavoro. —

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