«Bioplastiche, la scelta rischia di aggravare i costi delle famiglie»
Per l’assessora Russoniello bisogna definire le modalità di smaltimento dei prodotti utilizzati nelle feste e sagre
FUCECCHIO. Lo smaltimento delle bioplastiche, secondo l’assessora all’Ambiente di Fucecchio, Valentina Russoniello richiede chiarimenti da parte del gestore Alia, che finora ha «mancato di fornire comunicazioni sul corretto smaltimento di questo tipo di materiale».
Vari comuni in Toscana hanno intrapreso un percorso finalizzato al “plastic free” molto apprezzato dai cittadini, le associazioni si sono fin da subito adoperate per portare avanti i valori ambientali anche «a discapito dei costi come è avvenuto sul nostro territorio con, a esempio, la Sagra della zuppa di Massarella che da subito ha adottato l’abbandono del materiale monouso dando un messaggio ambientalistico forte» osserva Russoniello.
Secondo la quale è «paradossale» che la vicenda sia stata resa nota quasi casualmente, quando «già da mesi si parla dell'abbandono della plastica monouso e della sua sostituzione con prodotti in bioplastiche».
Il primo chiarimento sulla possibilità di conferire nei rifiuti organici i bioshopper è un buon inizio ma «come amministrazione comunale non ci basta». Secondo l’assessora all’Ambiente occorre « definire tempi certi per gli adeguamenti degli impianti per lo smaltimento nell'organico delle bioplastiche». Quindi capire se, «in attesa dei necessari adeguamenti, sia possibile organizzare lo smaltimento escludendoli dalla parte indifferenziata».
Considerando che nelle ultime settimane molte attività della grande distribuzione hanno tolto le plastiche monouso, «la scelta virtuosa rischia però di aggravare i costi delle famiglie per l'aumento dei conferimenti di indifferenziato». Quindi è da « definire, da qui alla prossima primavera, le modalità di smaltimento dei prodotti di bioplastiche utilizzati nelle tante feste e sagre; gli organizzatori di questi eventi sono disponibili a collaborare nella riduzione della plastica», anche a fronte di un costo maggiore rispetto ai prodotti plastici monouso, ma «è evidente che dover smaltire i prodotti in bioplastica nell'indifferenziato porterebbe a una drastica riduzione dei prodotti riciclabili e un ulteriore aumento dei costi». –
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