La protesta
Internet veloce: 9 anni per la fibra, ma case e ditte restano escluse
I collaudi dell’infrastruttura sono terminati a fine luglio Ora il Comune tratterà con Tim per i collegamenti ai privati
POMARANCE. Nove anni per concludere i lavori di installazione della fibra, per la navigazione veloce su Internet, e incertezza sul futuro per l’allacciamento alle abitazioni e alle aziende. Quello che lancia l’assessore di Pomarance, Patrizio Pasco, con deleghe ad agenda digitale e innovazione tecnologica, semplificazione ed efficientamento, non è proprio un allarme. Ma è un chiaro segnale di preoccupazione: «Nei prossimi giorni mi incontrerò con Tim, società che dovrebbe gestire questa operazione. Speriamo che tutto possa risolversi in maniera positiva».
I collaudi della fibra a Pomarance sono terminati alla fine di luglio. Nelle scorse settimane, Pasco ha ottenuto dalla Regione, visto che il bando per la realizzazione dell’infrastruttura è stato pubblicato proprio dall’ente con sede a Firenze, rassicurazioni sul completamento dei lavori. Mancano alcuni certificati, ma è roba da poco. Quello che preoccupa l’amministrazione comunale è il passaggio che dovrà avvenire nei prossimi mesi, portare la fibra nelle case e, soprattutto, nelle aziende.
«La questione della navigazione veloce su Internet – dice ancora l’assessore Patrizio Pasco – è stata posta dal Comune tra le priorità all’attenzione della Regione. È un tema centrale per lo sviluppo di questo territorio, al pari della geotermia e della viabilità. Ecco perché ci preme che l’operazione della fibra si portata a termine. Il nostro interlocutore sarà Tim, ma trattandosi di una società privata non possiamo dire come andrà a finire. E questo rappresenta un motivo di preoccupazione».
Il timore che l’assessore Pasco non dice riguarda la convenienza che Tim avrebbe o meno per gestire i collegamenti della fibra con case e aziende. Un lavoro a Pomarance e in Valdicecina in generale potrebbe essere meno remunerativo di un’operazione simile in un’area più accessibile e con più utenze. E, in casi simili, una trattativa con gestori telefonici potrebbe andare a avanti mesi». —
A.Q.
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