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San Miniato 

Giovane morto dopo la lite assolto chi lo aveva colpito

S. C.
Giovane morto dopo la lite assolto chi lo aveva colpito

La famiglia si era opposta all’archiviazione e aveva ottenuto di andare al processo Ma non è stato dimostrato il nesso tra le percosse e la scomparsa del 32enne

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SAN MINIATO. A distanza di due mesi da una lite avvenuta per la strada a Firenze, Leonardo Susini, 32 anni, di San Miniato, perse la vita. Era la primavera del 2013, la notte del 20 aprile. Inizialmente la Procura di Firenze che aveva chiesto l’archiviazione del caso senza effettuare. La famiglia della vittima, ritenendo che l’uomo fosse morto per le conseguenze delle percosse ricevute durante l’aggressione, si era opposta all’archiviazione.

Era stato indagato un cinquantenne americano, Kelvis Krock Roberson, all’epoca residente a Firenze. Il giudice per le indagini preliminari aveva ravvisato a carico del Roberson l’accusa di omicidio preterintenzionale. Ma due anni dopo, e ora la sentenza è passata in giudicato, come spiega il suo difensore, l’avvocato Saverio Giangrandi, sono cadute tutte le accuse nei confronti dell’imputato. In seguito al rito abbreviato nel luglio del 2016 Robinson è stato assolto dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Firenze con formula piena perché il fatto non sussiste. Susini, da quanto era emerso durante le indagini che all’inizio furono piuttosto blande, fu aggredito la notte del 20 aprile 2013 in piazza Sant’Ambrogio e piazza Ghiberti nel centro storico di Firenze. Un litigio banale che poi era degenerato dopo le provocazioni dello stesso imputato, secondo quella che era stata la denuncia della famiglia della vittima. Dopo il parapiglia iniziale era tornata la calma ma poi Roberson ci aveva ripensato e aveva colpito al volto il 32enne, facendolo cadere per terra. La vittima era con alcuni amici, avevano bevuto, per cui inizialmente lui stesso aveva rinunciato ai soccorsi del 118, stando a quanto è stato ricostruito anche nel corso delle indagini. Roberson, a sua volta, sosteneva di essersi difeso da un’aggressione e aveva anche presentato una querela per lesioni, sostenendo di essere stato aggredito da ragazzi che frequentavano la zona. Ma nei giorni successivi per lui, che aveva già problemi di salute, era iniziato un calvario che lo aveva alla morte. A denunciare lo straniero, che lo aveva colpito con un pugno sullo zigomo, era stato lo stesso Leonardo dopo il primo ricovero al San Giuseppe di Empoli. Inizialmente Susini rimase a letto per una settimana lamentando dolori (per le lesioni alle costole) e problemi respiratori, all’inizio di maggio fu accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Empoli e ricoverato. I medici gli riscontrarono, tra l’altro, una contusione polmonare, la frattura della clavicola e di alcune costole. In seguito alla morte di Susini la sua famiglia presentò un esposto per fare chiarezza su tutta la vicenda: la salma fu riesumata per gli accertamenti medico-legali disposti dal pubblico ministero. Per quest’ultimo il giovane non superò i traumi dovuti alle percosse a causa di pregressi problemi di salute e per questo voleva chiudere il caso. Secondo la famiglia quei calci al torace sono stati invece la prima causa della tragedia e per questo, forti delle risultanze di indagini svolte dai propri avvocati, continuano la battaglia per l’accertamento della verità. Nel corso dei vari passaggi giudiziari, piuttosto articolati, non è però stata verificata la sussistenza di un nesso di causalità con le lesioni subite. Anche il medico legale nominato dalla Procura non è riuscito a chiarire questi aspetti. Nella sua perizia in sostanza non si è spinto ad affermare un sicuro e rilevante nesso tra l’evento traumatico e la morte. Nessun colpevole dunque per la morte del 32enne. –

S. C.

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