Il lutto
Sindacati della Piaggio sul piede di guerra: "Più salario nell’integrativo"
Assemblee nella fabbrica di Pontedera per illustrare l’andamento della trattativa con l’azienda. Il nodo è rappresentato dal premio che si basa su parametri stabiliti nell’accordo del 2009
PONTEDERA. Il 4 e il 5 settembre e poi il 12. Sono queste le “date calde” per gli operai e i loro rappresentanti sindacali. Nelle prime due sono previste le assemblee tra i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil e i lavoratori. Nella terza ci sarà l’incontro con l’azienda. L’argomento che lega i due momenti è la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo a livello di Gruppo Piaggio, col coinvolgimento, quindi, di Aprilia e Moto Guzzi. Le assemblee, infatti, sono state convocate proprio per aggiornare i dipendenti dello stabilimento di Pontedera sull’andamento della trattativa e su quali sono gli scogli ancora da superare. Che, in pratica, si possono riassumere in un solo concetto: il premio.
Si parla di salario, denaro nelle tasche degli operai che i sindacati chiedono all’azienda di aumentare, creando le condizioni per cambiare i parametri su cui si basa il vecchio accordo, quello del 2009, tuttora in vigore. I toni, al momento, sono abbastanza tranquilli, ma trapela un certo nervosismo tra i sindacati che sentono l’avvicinarsi di un problema di non facile soluzione. «Stiamo chiedendo all’azienda – spiega il segretario regionale della Fiom, Massimo Braccini – di venire incontro alle nostre richieste. Il premio rappresenta salario per i lavoratori che deve essere incassato regolarmente. Non ci possono essere più ostacoli su questo percorso che rappresenta una crescita anche per la stessa Piaggio che darebbe un segnale importante al mondo imprenditoriale».
Il problema, infatti, riguarda i parametri che caratterizzano l’erogazione del premio. «Dal 2009 – dice Claudio Garzotto, segretario provinciale di Fim Cisl – agli operai viene pagato un anticipo di cento lordi. Però l’ammontare del premio è basato su parametri che non rispecchiano più la situazione reale dell’economia. Tant’è vero che il pagamento completo è avvenuto solo nel 2010 e nel 2011. Poi più nulla, perché nel frattempo il mondo è cambiato e occorre rivedere proprio quei parametri su cui si basa il premio».
Le posizioni tra le tre sigle sindacali sono abbastanza convergenti, malgrado si tratti di un accordo complesso, che mette al tavolo sindacati locali e nazionali, ma soprattutto i tre marchi del Gruppo presieduto da Roberto Colaninno. E a dimostrazione di quanto sia difficile la trattativa, basti pensare che l’inizio di questo percorso risale al novembre del 2017. Quasi due anni, quindi, per un accordo di cui tutti i lavoratori della Piaggio attendono il rinnovo. Ma che non sembra proprio dietro l’angolo. Anzi. «In effetti la situazione non è per niente semplice – ammette Benedetto Benedetti, segretario provinciale della Uilm Uil – Quando si tocca la parte salariale ci sono sempre difficoltà. In questo caso, però, ci aspettiamo che il Gruppo Piaggio si renda disponibile a un confronto chiaro e propositivo, senza chiusure ermetiche su cui sarebbe difficile intervenire. Di certo è difficile prevedere cosa accadrà. Intanto, però, faremo le assemblee per informare gli operai su quello che abbiamo fatto finora e su cosa ci attende per le prossime settimane».
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