Gioco
Il Festival del pensiero patrimonio della comunità e mezzo di crescita
L’undicesima edizione del Palio di San Rocco ha vissuto giorni intensi fatti di collaborazioni fruttuose su più fronti. Alcune mostre sono ancora aperte
san miniato. Giorni emozionanti dell’undicesicima edizione del Festival del Pensiero popolare - Palio di San Rocco pellegrino. Per gli organizzatori sono stati anche giorni a tratti commoventi, all'insegna di un nuovo modo di vivere gli spazi pubblici, le piazze e il quartiere dello Scioa stesso, allacciando relazioni che trapassano i confini geografici e mentali.
«Abbiamo lavorato sodo – dicono – e per questo vogliamo dire grazie a tutti. Ai piccoli architetti e ingegneri che, ognuno con le sue capacità (chi cucinando, chi facendo fotografie, chi allestendo i palchi, chi recitando, chi curando la comunicazione, chi servendo ai tavoli o anche solo regalando sorrisi), hanno contribuito a costruire l'Isola sconosciuta. Un grazie ad Andrea Mancini che ha permesso a Tra i Binari e Officine Cavane di allargare la propria azione sul nostro territorio. E al Comune di San Miniato che ci ha sostenuto, come a La Pietra d'angolo, la cooperativa sociale che ci ha supportato nella gestione dei volontari provenienti dai centri di accoglienza e alle visite guidate che insieme ai Musei civici di San Miniato hanno permesso di scoprire ancora di più lo Scioa e i suoi segreti».
Il grazie va anche a Marina Capezzone per la codirezione artistica, Beatrice Nutini per la direzione organizzativa, Stefano Cavallaro, comunicazione e raccolta fondi, Nicolas Baggi, direzione tecnica e grafica, Simona Fossi fotografie, Sara Panicci allestimenti e cura alle mostre, Joela Laghi aiuto alla comunicazione.
Molti gli artisti ospiti: Annet Henneman, Alice Toccacieli Luoghi comuni, Massimiliano Bardotti, Talea Solufizi, Eugenia Coscarella, Sandro e Piero Fratelli Capone, Bizantina Worldmusic che hanno reso nazionale e internazionale San Miniato per una settimana.
L'11ª edizione del Festival del Pensiero popolare è sicuramente stata permeata dell'idea di un linguaggio comune e comunitario come quello dell'arte e del teatro che diventano patrimonio collettivo di una comunità e suo mezzo di espressione e crescita.
Poi, con l’incontro “Arte contemporanea: territorio e comunità” in cui sono intervenute le numerose realtà protagoniste della creazione di spazi all’interno delle città l’arte contemporanea è stata vissutaall’interno delle comunità come mezzo per l’inclusione sociale, come Centro raccolta arte San Miniato, Facto Fabbrica creativa toscana Montelupo, Galleria Uovo alla Pop Livorno. Un interessante dialogo da cui sono nati numerosi spunti di indagine, idee di collaborazione e interazione tra teatro e arte visiva. E anche molteplici direzioni che può prendere l’arte nel suo rapportarsi con la comunità.
Senza dimenticare le mostre, ancora aperte fino alla fine di agosto. —
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