Gioco
Addio al maestro della Volere è potere
L’ex operaio della Piaggio Enzo Rocchi è morto a 87 anni Era nella delegazione che vinse il concorso in Lussemburgo
PONTEDERA. La filarmonica Volere è potere dice addio a uno dei suoi pilastri. All’età di 87 anni, infatti, se n’è andato Enzo Rocchi, che ha suonato nella banda dagli anni Cinquanta, facendo parte di quella spedizione che nel 1959 vinse l’importante concorso musicale a Differdange, in Lussemburgo, con i reduci da quella spedizione che vennero letteralmente portati in trionfo in un corso Matteotti pieno di gente al loro rientro a casa.
Erano i tempi in cui il viaggio da Pontedera al Lussemburgo era infinito. Il presidente della filarmonica di allora era Giuseppe Caciagli, mentre il maestro si chiamava Libero Granchi. L’andamento del concorso veniva comunicato via telegramma, poi affisso nell’atrio del Comune. Quell’evento fu uno dei più importanti della storia della città ed Enzo Rocchi fu tra i protagonisti anche cinquant’anni dopo, quando la Volere è potere organizzò la celebrazione per l’anniversario invitando anche l’ambasciatore del Lussemburgo a Roma. Era il 2009 e nel 2010 la banda pontederese fu invitata di nuovo a Differdange per partecipare al concorso che, nel frattempo, è diventato una manifestazione per giovani musicisti. Un evento, anche questo, importante nella storia della filarmonica che ha vinto di nuovo il concorso.
Un fil rouge lungo mezzo secolo in cui Rocchi c’è sempre stato e ha continuato a rappresentare un punto di riferimento per i tanti membri di una delle istituzioni culturali e sociali della città. Il presidente della Volere è potere, Eugenio Leone lo ricorda commosso: «Era un amico, un pilastro e un gran maestro della nostra banda. Lo ricorderemo sempre con grande affetto».
La Volere è potere suonerà al suo funerale, che sarà celebrato domani alle 16 in duomo, così come da volontà espressa proprio da Enzo Rocchi.
L’ottantasettenne lascia la moglie Nicla, i figli Andrea e Nicoletta, oltre ai nipoti Debora e Tommy. La salma rimarrà esposta nelle cappelline del commiato alla Misericordia di Pontedera, prima dell’ultimo saluto a un personaggio molto conosciuto in città.
Rocchi, infatti, aveva lavorato alla Piaggio come operaio, attraversando tutte le fasi degli anni d’oro dello stabilimento della Vespa. Dal dramma dell’alluvione, alla ripresa e l’esplosione di un fenomeno di massa che ha reso l’azienda pontederese uno dei simboli del Made in Italy. Una vita, quella del musicista di cassa e piatti, in parallelo a quella della città che domani gli renderà l’omaggio che merita. —
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