Il Tirreno

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ANZIANI NEL MIRINO

La truffa dell’acqua contaminata fa due vittime - Foto

Giacomo Pelfer
Una delle casseforti sventrate
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Una delle casseforti sventrate

I banditi prima hanno raggirato una pensionata e poi, all’arrivo dell’amica, hanno usato la stessa tecnica anche con lei. Tra gioielli, preziosi soldi e monete antiche il bottino è di decine di migliaia di euro

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SANTA CROCE SULL'ARNO. «Presto signora, l’acqua è avvelenata, dobbiamo entrare per aprire subito tutti i rubinetti. Sennò rischiate di prendervi il cancro».. È iniziato così il copione di una doppia truffa da decine di migliaia di euro, messa a segno ieri in due abitazioni di Santa Croce, in una strada non lontana dal cimitero. Vittime due donne di 74 e 77 anni, amiche e vicine di casa, rimaste sole in questi giorni con i figli fuori per le vacanze. Quattro i malviventi che hanno messo a segno il colpo sfruttando la più classica delle storielle, quella dello sversamento di amianto nell'acquedotto. «Stiamo suonando a tutti, dobbiamo entrare per aprire i rubinetti e mettere in sicurezza la casa» ha raccontato uno dei quattro, entrato in azione poco prima delle 12 mentre la prima delle due donne era uscita in strada. «Mi sono girata e ho visto quest'uomo che suonava il campanello - racconta la donna - insieme a lui c’era un secondo uomo con un giubbetto azzurro e un cappellino. Sul momento mi è sembrato un vigile». È così che la donna si è fidata e ha fatto entrare in casa i primi due, subito seguiti da due complici armati di zaini. A quel punto però la donna si è ricordata delle raccomandazioni del figlio. «Prima voglio chiamare lui» ha detto, innescando la pronta risposta dell'uomo: «Certo, mi dia il telefono che ci parlo io».

«In quel momento, stupidamente - racconta la donna - mi è sembrato che ci stesse parlando davvero e che mio figlio sapesse già tutto». A quel punto è scattata la parte più importante del piano. «Mi hanno detto di mettere sul tavolo tutto l’oro e i contanti - prosegue la donna - dicendo che altrimenti l’amianto avrebbe bruciato tutto. Poi mi hanno chiesto se avevo la cassaforte ma ho risposto che non sapevo dove erano le chiavi». «Non si preoccupi - ha risposto l'unico dei quattro ad aver parlato -. Magari faremo un po' di chiasso ma ci pensiamo noi a mettere tutto in sicurezza». È così che i malviventi si sono messi a segare la cassaforte, mentre nello stesso momento è arrivata la vicina di casa. «Abitiamo l’una di fronte all'altra. Pensavo che si fosse sentita male» racconta la donna. Senza scomporsi, i malviventi hanno subito sfruttato l’occasione, raccontando la stessa frottola anche alla vicina per poi farsi accompagnare anche in casa sua dove hanno messo in atto lo stesso copione. «Ad un certo punto - racconta la seconda vittima - ci hanno detto di andare in una stanza perché avrebbero fatto puzzo e non sarebbe stato sicuro. Quando siamo uscite ci siamo accorti che non c'era più niente, né da me né dalla mia amica». I ladri non si sono fermati neppure di fronte alle fedi nuziali e alla collana con la foto del marito defunto: tutto messo sul tavolo e arraffato sfruttando la confusione. Nella prima abitazione i ladri hanno preso 1500 euro in contanti, vari gioielli e alcuni orologi, tra cui due Rolex, mentre nella seconda hanno portato via addirittura una preziosa collezione di monete. Il tutto per un bottino stimato in alcune decine di migliaia di euro. —

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