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dolcione, bilancio ok 

Il Genio ne inventa un’altra «Abbiamo riportato gli orentanesi in piazza»

Nilo Di Modica
Il Genio ne inventa un’altra «Abbiamo riportato gli orentanesi in piazza»

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CASTELFRANCO. «Abbiamo riportato gli orentanesi in piazza. È questo vale più di qualsiasi incasso immaginabile». Non nasconde la soddisfazione il presidente dell’Ente Carnevale Maurizio Ficini, che l’indomani del gran trionfo del primo dolcione “semovente”, dotato di stutture in grado di muoversi e ruotare su se stesse e dedicato al genio di Leonarsdo Da Vinci, fa un bilancio di una manifestazione che negli ultimi anni non ha fatto che crescere, malgrado le oltre 50 primavere sulle spalle. «È stata una settimana meravigliosa e piena di tensione, ma fa parte del gioco – continua Ficini. – La partecipazione è stata incredibile e ha superato quella dello scorso anno, quando si fecero dei numeri importanti». Troppo presto per la contabilità precisa, sulla quale sono a lavoro i volontari della festa, impegnati nello smontaggio di strutture e allestimenti della festa. Basti pensare però che in occasione del tombolone, evento tradizionale che anticipa il passaggio del Dolcione, sono state vendute quasi 3000 cartelle. E alla fine hanno festeggiato Elena Barberi di Spianate che ha vinto la prima tombola (900 euro) e Serena Meini di Ponsacco, che ha centrato la seconda (450 euro).

Numeri importanti che ci parlano di una manifestazione che quest’anno dovrebbe essere riuscita anche ad autofinanziarsi. Da sempre o quasi, infatti, eventi e manifestazioni agostane ad Orentano sono finanziate in parte dagli utili della Sagra della Pizza.

«È un modo per riportare in piazza le risorse che vengono guadagnate con la Sagra – precisa il presidente. – Il vero guadagno sta nell’aver visto tanti orentanesi di ieri e di oggi tornare in paese per vivere l’estate». Una “piazza” che, si sa, ad Orentano si allarga ben oltre i confini, celebrata da una festa che vuole rendere onore a quei tanti pasticceri che negli anni’60 e’70 andarono a far fortuna in giro per il mondo, a cominciare dalla Capitale. Basti pensare che proprio a Roma, appena venti anni fa, si contavano decine e decine di locali gestiti da orentanesi. Tradizione che di generazione in generazione si affievolisce ma rivive propri attraverso chi decide ogni anno di tornare e prestare un po’del suo tempo e della sua maestria alla festa.

E se il consigliere regionale Andrea Pieroni ha parlato di un dolcione «stratosferico, strabiliante» anche il sindaco di Castelfranco e orentanese doc Gabriele Toti ha voluto elogiare il lavoro dei pasticceri. «E quando pensi di non poterti più sorprendere, arriva un’opera così: 25mila bigné su una struttura alta 10 metri e larga 6 che si muove su se stessa raffigurando tre invenzioni di Leonardo. – scrive il sindaco. – Grazie ai tantissimi partecipanti che hanno animato questa edizione e complimenti all’Ente Carnevale che ha realizzato tutto questo». –

Nilo Di Modica

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