La protesta
Bracciante morto, il sindacato lancia un grido d’allarme
CASCINA. La notizia del bracciante trovato morto sabato scorso nei pressi dell’Arnaccio ha suscitato cordoglio in quanti lo conoscevano e anche preoccupazione nel mondo del sindacato per quella che poteva essere una morte sul lavoro.
La vittima, 64 anni, stava lavorando in un campo a lui affidato. Non si è trattato di un incidente sul lavoro. Ma l’età dell’uomo trovato privo di vita, ha indotto Federico Giusti del Sindacato di base di Pisa a fare alcune considerazioni. I dati diffusi dall’Inail parlano chiaro: aumentano di quasi il 3% le morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2019, 482 sono i casi accertati e sempre più numerose le denunce di malattia professionale. L’estate, le temperature elevate, sono la stagione peggiore per gli agricoltori, per chiunque lavori nei campi. «La sua morte, da quanto leggiamo sulla stampa, sarebbe legata a cause naturali, le condizioni di salute precarie avrebbero sconsigliato un lavoro sotto il sole, ma c’è poco da fare quando devi mandare avanti una famiglia», afferma il sindacato, esprimendo vicinanza alla famiglia.
Sempre più numerosi sono in Toscana i lavoratori dell’agricoltura, per lo più migranti, costretti a vivere e lavorare in condizioni a dir poco precarie e pericolose. —
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