Il Tirreno

Pontedera

contenimento dei cinghiali 

Anche Italia Nostra all’attacco: «Fermate i fucili in Padule»

Dopo Wwf, Legambiente  e “Amici”, un’altra associazione si schiera contro la decisione della Regione di far sparare nella riserva naturale 

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FUCECCHIO. Legambiente e Wwf erano già intervenute minacciando azioni legali contro la Regione, attaccata anche dall’associazione Amici del Padule. Ora anche Italia Nostra – sezione Valdarno, si unisce al coro di protesta per l’abbattimento di cinghiali dentro la riserva naturale La Monaca-Righetti, all’interno del Padule di Fucecchio, iniziato il 16 agosto nell’ambito del piano di contenimento degli ungulati.

«Come recentemente emerso ed evidenziato anche da parte di altre associazioni ambientaliste la Regione Toscana ha autorizzato (senza condivisione preventiva nelle riunioni della Consulta, organo che a nostro avviso poteva e doveva avere anche una funzione di condivisione collettiva degli aspetti di vita del Padule) la caccia al cinghiale all’interno della Riserva naturale. Se da un lato la nostra associazione non è assolutamente contraria ad interventi di regolazione della fauna degli ungulati (visti i tanti problemi che comportano anche alle culture delle nostre zone) riteniamo che il citato provvedimento, diramato in tempi assai corti e anomali (settimana di Ferragosto), non sia la soluzione più idonea. In particolare – scrive Italia Nostra – l’aspetto del decreto maggiormente preoccupante è la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da fuoco (che sono meno efficaci) quando magari si sarebbe dovuto effettuare attività di cattura mediante trappole (utilizzando gabbie e strumenti similari)».

La sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra non ci sta: «Pare che ciò non sia avvenuto, nonostante la medesima procedura sia presente anche all’interno dello stesso piano regionale per il Controllo del cinghiale nelle riserve naturali della Regione Toscana: infatti il “ricorso allo sparo” all’interno di tali aree è ammesso dalla legge nazionale sulla caccia solo nel caso che sia stata dimostrata l’inefficacia dei mezzi non cruenti».

L’associazione si unisce dunque al coro di protesta contro il provvedimento della Regione, sottolineando che «a nostro avviso infine, la riserva è troppo piccola per permettere l’accesso a gruppi di cacciatori armati che certamente provocherebbero danni e soprattutto disturbo alla fauna. Quindi è certamente preferibile, come già accennato, ricorrere alla cattura con trappole».

In questo quadro Italia Nostra confida in un passo indietro: «Confidiamo in un ripensamento in merito da parte della Regione, che dovrebbe essere, in quanto massima autorità istituzionale per la gestione, l’organo primario a dare giuste direttive nel rispetto di questa delicata e importantissima area» . —

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