Toscana
Stupro: a caccia delle prove nelle registrazioni video
Inquirenti al lavoro sulla violenza sessuale che la ragazza avrebbe subìto in auto da parte di tre amici. Acquisito anche un referto medico dell’ospedale
PONTEDERA. Le bocche in procura sono cucite. Ma i dubbi sono pochi: gli inquirenti hanno senz’altro in mano qualcosa di concreto. Forse addirittura il video di quello stupro avvenuto la notte del 25 maggio scorso sulle colline di Empoli. Di cui sarebbe stata vittima una ragazza empolese poco più che ventenne, che il giorno dopo aveva trovato il coraggio di fare nomi e cognomi dei tre amici che, dopo una serata di festa, avevano abusato di lei in macchina. Senz’altro, gli investigatori del commissariato di Empoli hanno acquisito e preso visione delle registrazioni delle telecamere della videosorveglianza cittadina, che avrebbero immortalato gli spostamenti dei quattro giovani, che, dopo essere andati alla aver partecipato alle festa della “Dama di Birra” alla Corniola, avevano fatto un giro per locali in città.
Fatto sta che gli inquirenti – titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Giovanni Solinas – sono convinti di poter portare a processo i tre giovani attualmente iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale: uno di Empoli, gli altri due residenti fra San Miniato e l’Empolese, tutti poco più che ventenni. Come detto, la presunta violenza sarebbe avvenuta l’ultimo fine settimana di maggio, ma le perquisizioni a casa dei tre sarebbero avvenuto all’inizio di luglio. È stata in quell’occasione che (come scritto dal Tirreno nell’edizione del 15 agosto) i poliziotti del commissariato di Empoli (aiutati dai colleghi di quello di Pontedera) hanno sequestrato i telefoni cellulari dei tre indagati: obiettivo, trovare il video dello stupro che secondo la ragazza sarebbe stato girato mentre, a turno, gli amici approfittavano di lei.
In mano agli inquirenti c’è inoltre il referto medico dell’ospedale di Empoli, dove la domenica sera la ragazza si era presentata per farsi curare, probabilmente convinta dalle amiche con cui, disperata, si era confidata in chat quella mattina, raccontando loro ciò che aveva subito. Racconto che poi aveva ripetuto ai poliziotti del commissariato di Empoli.
La sera del 25 maggio, la ragazza era andata alla “Dama di Birra” assieme ai tre coetanei. Una serata tranquilla, fra musica, chiacchiere e, naturalmente alcol. Proseguita poi anche in alcuni locali di Empoli. Arrivato il momento di andare a casa, a notte già avanzata, lo stupro.
Alla guida dell’auto, un amico che conosceva bene da molto tempo, dietro gli altri due giovani, più dei conoscenti, ma anche loro già incontrati altre volte. Ad un certo punto la ragazza si è accorta che l’amico che era al volante aveva preso una strada diversa da quella di casa, inoltrandosi in un luogo isolato, dove si era fermato. In un primo momento ha pensato ad uno scherzo, poi ha capito che la situazione stava degenerando. E con più decisione – e anche impaurita – ha pregato l’amico di smetterla, di portarla via da lì. Inutilmente. A quel punto il “branco” si sarebbe scatenato e la ragazza sarebbe stata violentata a turno dai tre, all’interno dell’auto. Uno stupro ripreso col cellulare, avvenuto forse approfittando dello stato di “minorata difesa” (una pesante aggravante dal punto di vista processuale) della vittima, dovuto all’alcol assunto quella sera. —
M.D.
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