Gioco
Un esercito di turisti all’assalto tra i sorrisi dei soldati medievali
È cominciata bene la rievocazione storica volterrana che vede impegnati tanti cittadini Adulti e bambini rapiti da giochi di legno, laboratori creativi, cibo e tantissime attrazioni
tuffo nel passato
Caldo, tanto caldo. Ma anche tanta gente alla prima domenica di Volterra Ad 1398, la rievocazione storica che fa del centro più importante della Valdicecina una città medievale in tutto e per tutto. Figuranti, cibo dell’epoca, giochi di legno per bimbi, abiti in stile a noleggio nelle stanze del piano terra di Palazzo dei Priori mentre nella piazza si esibiscono gli sbandieratori e i musici volterrani. Tribune piene di famiglie arrivate appositamente per vivere un’atmosfera unica fatta di allestimenti curati nei minimi particolari e di una “scenografia naturale” fatta da strade, palazzi e vicoli praticamente perfetti rispetto al tema della festa.
I primi dati forniti dal Consorzio turistico, che collabora con l’associazione Volterraduemila6 per l’organizzazione della manifestazione, parlano di un risultato in linea, se non migliore rispetto alla prima domenica di dodici mesi fa.
E in effetti, a guardarsi intorno ieri mattina alle 11, quando Volterra Ad 1398 edizione 2019 è cominciata, le presenze sembravano già numerose. Tribune gremite in piazza dei Priori. Tante persone in giro a sbirciare i vari banchi dove si stava preparando cibo e bevande con i negozianti rigorosamente vestivi con abiti medievali. E in molti anche al parco del Castello, con il Maschio sullo sfondo, dove era allestito il villaggio con la brace, il mulino per fare le focacce dell’epoca, il vino nella grolla. Ma anche gli accampamenti dei soldati, l’area giochi per bimbi e per gli adulti, lo spazio dei balestrieri per le lezioni di tiro per i più piccoli e una serie di ricostruzioni di arti e mestieri in cui non poteva mancare il tessitore al cui fianco era seduta una dama.
Piazza dei Priori ha fatto da sfondo anche al palco dei supplizi con la gogna e le condanne inflitte dal priore con gag scherzose e filmate dai tantissimi con cellulare in mano per rivedere le scenette una volta tornati a casa dalle vacanze.
Già, perché se i volterrani sono coinvolti nella festa e si sono dati da fare nelle ultime settimane per preparare al meglio la città, in giro ci sono turisti. Tanti italiani arrivati da ogni dove. Ma anche tantissimi stranieri evidentemente in vacanza nelle vicinanze e ingolositi dalla possibilità di vivere una giornata speciale.
Ecco, quindi, che le bambine tedesche, olandesi e inglesi giravano per Volterra vestite con lunghe tuniche fatte di stoffa non proprio leggerissima e poco indicata per un caldo torrido come quello di ieri. Immancabili le coroncine di fiori sistemate in testa e acquistate in uno dei tanti banchi disseminati nel centro storico. Imperdibile, per i più piccoli, un giro sulla giostra in legno, fatta girare “a mano” da due messeri, oppure i tanti laboratori di scrittura medievale, di disegno dell’epoca e di varie attività artigianali come il falegname e altri mestieri. Tre luoghi, via Roma, piazza San Giovanni e via Turazza, che con piazza dei Priori formano il quadrilatero della storia di Volterra, in cui perdersi tra l’ospedale coi letti di paglia e la dogana del sale.
Impossibile, poi, non perdersi nelle varie offerte di cibo. Da quelle delle attività commerciali vere e proprie, con banchetti preparati di fronte alle porte d’ingresso; a quelle allestire per l’occasione, in special modo al villaggio, ai lati del grandissimo prato verde. Qui, tra porchetta e panini al prosciutto, si potevano gustare carne alla brace e minestre medievali. Ma anche bere buon vino nei bicchieri di terracotta.
Una domenica d’agosto che ha visto riversarsi a Volterra tantissime auto e pullman di varie grandezze. Fa quelli turistici a quelli più piccoli ed esclusivi. Parcheggi presi d’assalto, bus navette in continuo movimento e volontari agli ingressi a distribuire i braccialetti con cui accedere alle aree destinate alla festa medievale. L’addetto alla security a controllare che nelle borse non ci fossero oggetti pericolosi e il dottor Petronio, medico, guaritore «pur anco dello dimonio» che offriva clisteri al costo di dieci grossi, la moneta medievale senza cui, all’interno della festa medievale di Volterra, non si acquista niente. Neppure la purificazione. —
Andreas Quirici
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