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in via citornella 

All’asta l’ecomostro di Botteghe un milione per 20 case e terreni

Marco Sabia
All’asta l’ecomostro di Botteghe un milione per 20 case e terreni

Lo scheletro di cemento è abbandonato da anni dopo il crac del Consorzio Etruria I residenti della zona: «Speriamo sia la volta buona per cancellare il degrado»

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FUCECCHIO. Venti appartamenti (più altri 20 venti da costruire) dell’ecomostro di Botteghe all’asta, nella speranza – soprattutto dei residenti – che una volta venduti si possa dire addio alla situazione di evidente degrado che va avanti da anni, da dopo il crac dell’allora Consorzio Etruria. Un cantiere inaugurato dodici anni fa, che avrebbe dovuto fornire una risposta all’annoso problema dell’edilizia popolare. Ma che, complice il fallimento del consorzio che stava costruendo le palazzine di via Citornella, da risorsa si è trasformata in problema. Con buona pace dei residenti, che più volte hanno protestato chiedendo una soluzione, perché il degrado si porta dietro altro degrado (vandalismi, piccoli furti e sporcizia). Ma i prossimi mesi potrebbero portare delle sostanziose novità, perché cinque dei sette lotti in cui è divisa l’area andranno all’asta. «Speriamo sia la volta buona», hanno detto alcuni residenti.

Ma quali sono le caratteristiche dell’economostro all’asta? Chi acquisterà i lotti 1 e/o 2 si accaparrerà la piena proprietà di un’area edificabile di – rispettivamente – 2300 e 1500 metri quadri, dove poter costruire (come da progetto iniziale) 12 e 8 appartamenti; si tratta, quindi, di acquistare un qualcosa dove poter costruire, a differenza degli altri lotti.

Il lotto 3, ad esempio, comprende già 4 alloggi e box auto, parcheggio esterno e giardino; il lotto 4, da par suo, è similare al numero 3. Entrambi sono stati realizzati al 65%. L’ultimo lotto, il 5, è invece completo per metà: 12 alloggi con annessi posti auto, box auto e giardino. Facendo una rapida somma i 5 lotti (che verranno venduti separatamente), hanno un costo complessivo di circa 1 milione di euro: 103.560 euro il lotto 1 (con offerta residuale di 82.250 euro); 52.020 euro il numero 2 (offerta residuale 41.620 euro); lotto 3 base d’asta a 229.500 euro e offerta residuale da 183.600; lotto 4 a partire da 193.500 euro (offerta residuale 154.800 euro). Infine il numero 5, il più costoso: base d’asta 585.000 euro e offerta residuale 468.000 euro. L’offerta residuale “avvantaggia” chi l’ha presentata in caso di asta deserta, perché si prevede un 10% di ribasso dal prezzo iniziale (allo scopo di evitare ulteriori turni d’asta e quindi assegnare il bene).

I lotti verranno venduti dinanzi al notaio Riccardo Cambi di Bagno a Ripoli, il 16 ottobre alle 11. C’è a disposizione un portale dedicato (il Ran) per registrarsi o partecipare all’asta; poi l’offerta potrà essere presentata sia in formato cartaceo che digitale. In caso di più offerte si procederà col rialzo d’asta mentre se non ce ne saranno entreranno in scena quelle residuali, dal valore inferiore. —

Marco Sabia

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