Gioco
Il debitore non salda e lui gli brucia l’auto
cascina. Un’auto incendiata per farsi saldare un credito. E il debitore che dopo il rogo gli manda un sms: «Potevi aspettare a domani».
Condannato in primo e secondo grado per danneggiamento seguito da incendio, Giovanni Mannino, 49 anni, originario di Cascina, si è visto dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione contro la conferma della Corte d’Appello.
L’episodio avvenne la sera del 2 novembre 2012 a Montaione.
Scrivono i giudici di legittimità: «Il fuoco è stato appiccato da un soggetto uscito da un’auto Q5 o Q7 di colore bianco, come emerso dalla deposizione di un teste oculare, che già nell'immediatezza del fatto aveva fornito ai carabinieri i dati identificativi della vettura. L’auto Q5 di colore bianco è di proprietà di Mannino Giovanni. L’utilizzatore del veicolo incendiato, era debitore nei confronti del Mannino, il quale dunque aveva un movente. L’uomo aveva subito compreso chi fosse l’autore dell’attentato ai suoi danni e quale fosse il significato del gesto, tanto che, alle 23,20 del 2 novembre 2010, aveva inviato un messaggio al Mannino dicendogli: "Potevi aspettare a domani" e, nei giorni successivi, aveva saldato il debito». Non solo. I giudici hanno ricostruito che «altri debitori del Mannino avevano subìto l'incendio dei propri mezzi e l’imputato aveva depositato agli atti del processo quietanze false con l’intento di dimostrare che la vittima del raid aveva estinto il proprio debito prima dell'attentato incendiario». —
P.B.
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