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Sette giovani in pellegrinaggio da Dina, staffetta fucecchiese che sfidava fascisti e nazisti

Sette giovani in pellegrinaggio da Dina, staffetta fucecchiese che sfidava fascisti e nazisti

Cerimonia a Panzalla (Chianti) dove furono uccisi la staffetta e il marito La vicesindaca Donnini: «Compito della politica trasmettere certi valori» 

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storia e memoria

Linda Fondelli, Chiara Ciomei, Cassandra Modesto, Roberto Squarcini, Gabriele Frassi, Andrea Paroli e Lorenzo Guidi sono sette giovani del gruppo “Fucecchio è libera” che hanno raggiunto la località di Panzalla, nei pressi di San Polo in Chianti (nel comune di Greve, in provincia di Firenze), dove 75 anni fa furono uccisi dai nazifascisti i coniugi Dina Boncristiani e Pietro Stefanini.

Fin dal settembre del 1943 la casa dei due coniugi era stata rifugio e luogo di passaggio per molti renitenti, buona parte dei quali avevano poi raggiunto le formazioni partigiane.

Pietro Stefanini, maresciallo dei vigili urbani di Firenze, che si era contraddistinto per posizioni antifasciste già all’inizio del Ventennio, era stato in grado di apportare un contributo tutt’altro che trascurabile agli uomini della “Sinigaglia” , facendo arrivare informazioni e notizie dalla città, da dove poteva andare e venire agevolmente grazie alla divisa ed alla motocicletta di servizio.

La moglie, Dina Boncristiani, nata a Fucecchio, è stata definita dal comandante “Gracco” la migliore delle staffette della “Sinigaglia” , una donna che «non temeva né fascisti né nazisti». L’amministrazione comunale di Greve in Chianti, rappresentata dall’assessora Simona Forzoni, ha accolto con entusiasmo la presenza dei giovani fucecchiesi che hanno contribuito alla cerimonia con l’interpretazione di liriche di grandi autori come Pavese e Quasimodo, ma anche con citazioni di pensatori del calibro di Primo Levi e Piero Calamandrei, e di poeti come Giovanni Capuzzo e Luigia Bimbi.

La vicesindaca di Fucecchio Emma Donnini ha concluso gli interventi delle ragazze e dei ragazzi citando l’ex sindaco Mario Corona con le sue parole che invitano tutti a ricordare ciò che è accaduto nel passato. Ricordare è un dovere civile da cui nessuno può sentirsi esonerato. «È compito della politica – ha detto la vicesindaca – trovare modalità per trasmettere ai giovani il valore della memoria attraverso l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione e di nuovi simboli. Ecco perché proprio oggi, qui a Panzalla, i ragazzi indossano per la prima volta le magliette del gruppo a partire dal logo che i ragazzi stessi hanno progettato per poi diventare, nelle mani del professionista Claudio Buglioni, quello che oggi vedete».

Gli interventi sono stati conclusi da Luigi Remaschi presidente della sezione dell’Anpi di Bagno a Ripoli. Commosso il signor Raffaello Ferrini, nipote di Dina Boncristiani, nel vedere le ragazze e i ragazzi venuti da Fucecchio. —



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