Gioco
Incentivi alla geotermia, vietato esultare «La partita col governo è tutta aperta»
Il presidente Giani mette in guardia: «La situazione è più costruttiva ma dobbiamo continuare a presidiare il fronte»
pomarance. La geotermia non deve passare da risorsa energetica a “grumo” con il quale fare i conti per un processo di energia pulita. Questo anche a fronte del know-how acquisito, unito al fatto che la nostra è l’unica regione in cui c’è una forte presenza geotermica: «Sarebbe una follia metterla in discussione. La geotermia è pietra miliare del modello di sviluppo e la Toscana sa di esserne un tassello fondamentale», ha ribadito il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani nella seduta straordinaria dello stesso consiglio regionale dedicata alla geotermia, a Larderello nella sala del cinema Florentia. C’era la quasi totalità del consiglio regionale ma anche i sindaci del territorio. Al termine, il consiglio straordinario ha votato gli atti collegati alla comunicazione della Giunta. Passano a maggioranza la proposta di risoluzione del Pd e un ordine del giorno presentato da Sì-Toscana a sinistra, per porre tra le priorità alla pianificazione energetica regionale impianti geotermici a bassa entalpia.
Il mutato quadro nazionale ha fatto tirare un respiro di sollievo, ma è necessario «restare un pungolo e presidiare il fronte. La partita con il governo è ancora tutta aperta» ha avvertito Giani, che già con la convocazione di una seduta straordinaria ha inteso «assumersi un impegno con il territorio» sul fronte sviluppo economico e opportunità di lavoro, senza dimenticare «salvaguardia ambientale e di salute pubblica».
E ha proseguito: «Si potrà discutere sulle misure da adottare per coniugare impiego sostenibile e corretto inserimento nel tessuto sociale e paesaggistico, ma guai a mettere in dubbio l’importanza di una risorsa che in Toscana impiega duemila operatori» ha chiarito il presidente. E così, dopo il primo decreto sulle energie rinnovabili che escluse la geotermia dalle fonti incentivabili, Giani ha osservato che «la situazione è più costruttiva. Si è riconosciuta l’importanza della geotermia e il consiglio, con l’approvazione della legge ormai divenuta modello da prendere a riferimento, ha confermato cosa ha significato e significherà la risorsa per la Toscana».
Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance, ha ringraziato per aver raccolto la richiesta del territorio per una seduta dell’assemblea tutta dedicata a una risorsa «per noi strategica, fondamentale e sul cui utilizzo si basa il nostro sviluppo. E una risorsa della Toscana e dell’Italia tutta» ha detto. Ha auspicato l’apertura di un tavolo tecnico che possa raccogliere suggerimenti da portare, tramite la Regione, al Mise e arrivare a una stesura del nuovo Fer2 «utile per ottenere gli incentivi prima eliminati».
Le intenzioni del ministero appaiono chiare: è incentivabile tanto la coltivazione della geotermia con totale reiniezione dei fluidi, dove tecnicamente possibile, sia quella tradizionale dove sono possibili innovazioni che consentano il drastico abbattimento degli impatti ambientali. Per di più la recente legge toscana per una geotermia 2.0 è stata presa a modello e come punto di riferimento in quanto considerata all’avanguardia, proprio da un punto di vista della mitigazione dell’impatto ambientale.
«Non consentiremo che porzioni del territorio rischino lo spopolamento. Vigileremo perché lo sviluppo della geotermia sia assicurato, ha rilevato Alessandra Nardini (consigliera regionale Pd) secondo la quale «senza la mobilitazione forte e compatta che si è registrata, credo oggi non si parlerebbe di Fer2». E rivolgendosi alla consigliera Monica Pecori (gruppo misto/Tpt) che aveva parlato di «danni ambientali e di salute già evidenti» e di essere a Larderello, per «raccogliere istanze del territorio», afferma: «Nessuno intende mettere a rischio la salute pubblica» e fa appello alla Regione affinché sia dato nuovo impulso al protocollo siglato 5 anni fa».
«È stato perso un anno, mentre si poteva procedere in continuità con quanto fatto dai governi precedenti, dice il consigliere Andrea Pieroni (Pd, anche lui pisano) che esorta a mantenere alta l’attenzione: «Dobbiamo sedere al tavolo del Fer2 con l’esperienza e la credibilità che ci è riconosciuta. Se il percorso del nuovo decreto non andasse bene, in questi territori si registrerebbe una crisi economica e aziendale gravissima».
Il governatore Enrico Rossi ha chiuso rilevando che «i 17 sindaci del territorio saranno coinvolti nel tavolo in cui l’interfaccia sarà la Regione» e ha ribadito «l’importanza delle energie rinnovabili e la necessità di utilizzare ricerca e tecnica per migliorare il rapporto con l’ambiente». —
P.Fa.
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