Toscana
Migliaia di carcasse a galla stamani scatta la rimozione
Con l’intervento di una ditta specializzata il fenomeno delle maleodoranze sarà risolto senza attendere che le correnti portino i muggini morti alla foce
pontedera. Lungo il fiume e sull'acqua galleggiano ancora migliaia di pesci morti. Le carcasse, è stato detto ieri, saranno rimosse già stamani per ovviare alle maleodoranze. Alle 8 è previsto l’intervento di una ditta specializzata, che dopo il sopralluogo procedere alla rimozione.
L’Arno, in quasi tutta la sua lunghezza ma in particolar modo nel tratto pontederese, calcinaiolo e vicarese, è diventato la tomba di migliaia di muggini. E dopo la straordinaria moria di lunedì, ieri le cose sembravano leggermente migliorate. Persisteva ancora una certa maleodoranza, ecco perché si è deciso di intervenire senza attendere l’azione della corrente verso il mare.
«Vedremo nei prossimi giorni – dice sulla sponda del fiume nei pressi di Calcinaia, Umberto – anche se rispetto a ieri il fenomeno è in calo. Menomale. Il cattivo odore? Scomparirà a breve».
«Intanto un dato essenziale, come è stato spiegato, è che la moria di pesci non è collegata all’inquinamento. Ma è stata la conseguenza del maltempo dei giorni scorsi» aggiunge un altro uomo arrivato a “controllare” la situazione. Mentre per Tommaso, che con la figlioletta è venuto sullo sponda, il cattivo odore è nauseante: «Vado via, non sto ancora qui perché lo sento troppo».
Ma ciò che rincuora maggiormente chi vive vicino al più importante corso di acqua della nostra regione è la moria di questi giorni è un fenomeno naturale, e piuttosto frequente, che si verifica in occasione di importanti piogge. In particolare, nei casi in cui gli acquazzoni causano piene di fiumi e canali. Insomma, nessun inquinamento, ma solo l’effetto delle violenti e abbondanti piogge di sabato sera e sabato notte. Così, martedì l’Arpat, che non appena i muggini sono comparsi senza vita a pelo d’acqua ha approfondito la vicenda, è convinta che se si fosse trattato di un avvelenamento sarebbero morte anche le altre specie di pesci presenti nel fiume. In sostanza, quindi, ci ha rimesso l’unica specie "di mare" che vive anche nei fiumi, scelti per la deposizione delle uova anche a parecchi km di distanza dalla foce, “sfruttando” lo strato di acqua salata sul fondo. Sarebbe proprio questo rimescolamento “anomalo” la causa della moria. Che anche ieri era molto evidente nello specchio d’acqua davanti alla società Canottieri a Calcinaia e anche dopo il ponte diroccato perché bombardato nella seconda guerra mondiale della vecchia linea ferroviaria Pontedera-Lucca.
La rapida che c’è all’altezza della Botte nei pressi di Fornacette accentua la corrente e quindi disperde con maggior facilità le carcasse di muggini. Che poi tornano a farsi vedere a “pancia in su” verso San Giovanni alla Vena». —
Paolo Falconi
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