Sicurezza
Il secondo morto in pochi mesi alla stessa stazione
Un’abitudine che costa cara ma in tanti, invece di usare i sottopassaggi, mettono a rischio la propria vita nonostante i controlli
cascina. Una lunga scia di sangue precede la morte dell’uomo avvenuta nella tarda mattinata di ieri alla stazione di Navacchio. Nonostante il divieto di attraversare i binari c’è chi continua a farlo mettendo a repentaglio la propria vita. «Ci sono stati almeno tre morti in pochi anni, e tutti in questo modo», scuote la testa in segno di sconcerto uno dei cittadini accorsi alla stazione di Navacchio, dopo aver visto arrivare l’ambulanza e le forze dell’ordine.
Non occorre andare troppo indietro nel tempo per trovare un’altra tragedia simile a quella di ieri, avvenuta alla stazione di Navacchio. Successe all’inizio dell’anno e costò la vita a un 19enne travolto da un treno. La vittima era ferma vicino ai binari e non si accorse dell'arrivo del convoglio diretto a Firenze mentre era a ridosso della banchina in prossimità del binario. Stava ascoltando la musica con gli auricolari.
Incidenti simili sono accaduti lungo tutta la tratta Pisa-Firenze, a Pontedera, a Cascina - difficile dimenticare Aurora, studentessa di 15 anni di San Frediano travolta dal treno dopo che era uscita da scuola.
Nel settembre 2017, a San Romano, un’altra tragedia costata la vita a uno straniero, anche lui abituato ad attraversare i binari invece di usare il sottopasso. Il giorno della sua morte i viaggiatori gli urlarono di non attraversare i binari. «Fermati, fermati...». Ma lui era andato incontro alla morte. Era assorto nei suoi pensieri, ascoltava la musica con gli auricolari. Tutte quelle voci atterrite che gli chiedevano di fermarsi probabilmente non le aveva nemmeno sentite. Aveva solo 31 anni e il treno se l’è portato via, sotto gli occhi di decine di persone.
Nel giugno del 2018 a San Romano si era ripetuta la stessa drammatica scena, con un treno che uccise un altro straniero, classe 1994, di origine nordafricana, che non aveva utilizzato il sottopassaggio ferroviario ed era stato investito da un convoglio in transito sulla stessa linea ferroviaria. La vittima era arrivata a San Romano con il treno. Era scesa e, invece di raggiungere il sottopassaggio, aveva attraversato direttamente i binari senza rendersi conto che da Firenze stava arrivando un altro treno che lo travolse e uccise sotto gli occhi di decine di passeggeri.
Il divieto di attraversare i binari è noto a tutti, come torna a ripetere la polizia ferroviaria. Alla stazione poi ci sono avvisi che lo ricordano continuamente, ma in alcune stazioni, come capita a Pontedera, è frequente vedere persone che per fare prima e guadagnare pochi minuti di tempo ignorano le disposizioni rischiando ogni giorno la vita. Senza contare il disagio per i macchinisti che si trovano a vivere l’esperienza di un investimento mortale. —
S.C.
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