La protesta
Bocelli regala emozioni tra scenografie mozzafiato e lo spettacolo della natura
Si accendono le luci e si dimenticano i disagi del rinvio di sabato per maltempo Nello spettacolo-bis non c’è Dua Lipa, grande ovazione per l’étoile Carla Fracci
LaJATICO. Si alza di nuovo il sipario del Teatro del Silenzio, l’unico teatro al mondo che ha per scenografia le colline e che è stato pensato per accendersi una sola volta all’anno, durante il concerto-evento del tenore di casa, Andrea Bocelli, e dei suoi amici.
“L’inno alla gioia” di Beethoven, il suono delle campane a festa e l’entrata a cavallo del tenore, danno l’inizio alla seconda data del concerto. Con le luci dei riflettori, la magia del Teatro fa dimenticare i disagi di sabato quando, a causa della pioggia, l’evento è saltato e centinaia di auto sono rimaste impantanate nei parcheggi.
Intervistato dall’attore Stefano Accorsi, voce narrante con l’attrice Serena Rossi, Bocelli racconta come è nato il Teatro: «Qui il vero spettacolo è la natura... noi facciamo finta di fare spettacolo», ha ironizzato dando il via a un’altra serata da incorniciare, dopo quella del 25 luglio, a cui ha partecipato il cantante libanese Mika. Undicimila i presenti al primo appuntamento del Teatro del Silenzio, sold out da mesi, prodotto da City Sound & Events. E il bis non è da meno: di nuovo in migliaia da tutto il mondo. Chi ha potuto è rimasto in Valdera per non perdere il recupero dello spettacolo. In platea anche l’allenatore di calcio, Luciano Spalletti e l’attrice Carol Alt.
La regia di Luca Tommassini è di forte impatto, come le sceneggiature e le scenografie di Alberto Bartalini. Tutti gli sguardi sono per “Gabriel”, il monumentale uomo alato dello scultore Daniele Basso e per le colline che si tingono dei colori della notte. Lo spettacolo, simile a quello del 25, regala emozioni infinite. Non c’è la star, Dua Lipa, ma l’emozione sale più volte, a cominciare dall’entrata in scena dell’étoile, Carla Fracci, un mito vivente della danza.
Rossi e Accorsi introducono le varie parti dello spettacolo. La serata - “Ali di libertà” - è dedicata al volo e al desiderio di scavalcare i confini: dal mito di Icaro alla macchina volante di Leonardo da Vinci, dagli angeli fedeli e ribelli di tante tradizioni religiose alle sfide cosmiche del terzo millennio.
Il coro Ars Lyrica supporta Bocelli insieme all’Orchestra Filarmonica Italiana. A dirigerla è Beatrice Venezi che, a 29 anni, è la prima donna italiana a salire sul podio come direttore d’orchestra. Bocelli incanta prima con un “volo” sui principali classici dell’opera, accompagnato dal baritono Gianfranco Montresor e dalla soprano Larisa Martinez: da Romeo e Giulietta alla Cavalleria Rusticana, da La Bohème a La Traviata. Applausi per i ballerini Samanta Togni, Samuel Peron e Francesco Costa e per numerosi performers (la Tommassini virtual family) vestiti con gli abiti di Scart (con scarti di lavorazioni industriali), opera della costumista Claudia Tortora.
Musica pop nella seconda parte, con l’orchestra diretta dal maestro Carlo Bernini, arriva con la colonna sonora de “Il Codice da Vinci”, solo musica e coro per accompagnare il giovane ballerino Francesco Costa. È la volta dell’esibizione di famiglia con Andrea e Matteo Bocelli, sul palco per “Fall on me”. Spazio anche alla tenerezza quando entra in scena Virginia, figlia del tenore e della moglie Veronica. Tra gli ospiti anche il cantautore Giovanni Caccamo. E poi il gran finale con “O sole mio” e il “Nessun dorma”.
Obiettivo della Fondazione Andrea Bocelli, la realizzazione della nuova accademia della musica a Camerino distrutta dal terremoto del 2016: campagna che sarà promossa anche in una puntata speciale sul Teatro del Silenzio in onda su RaiUno il 14 settembre. –
S. C.
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