Il Tirreno

Pontedera

«Scene surreali in mezzo al pantano senza rispetto e comunicazioni»

Alessandra Giachetti

Una lettrice racconta la giornata da incubo vissuta sabato a Lajatico: «Meglio annullare lo show che mettere a rischio la vita delle persone» 

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la testimonianza

La nostra lettrice Alessandra Giachetti, di Piombino racconta l’odissea vissuta sabato come migliaia di altri spettatori.

Sono una di quelle persone che ha avuto la fortuna di poter uscire in modo autonomo dal parcheggio. Un po’ per l'abilità di mio marito che è pratico di terreni per via del suo lavoro, un po’ per la mia macchinina, insomma ce l'abbiamo fatta.

Dalla mattina di sabato controllavo il meteo di Lajatico e le previsioni erano veramente nefaste. Ho chiamato il numero che ho trovato sulla pagina del Teatro del Silenzio, mi hanno detto che veniva confermato sul sito di City Sounds o Viva Tickets. Ho fatto notare all'operatore telefonico che molti stranieri stavano scrivendo sulla pagina del Teatro del Silenzio e chiedevano lumi in merito alla conferma dello spettacolo. Noi siamo arrivati al parcheggio e mio marito ha chiesto a uno dei ragazzi del parcheggio: «Ci fate parcheggiare qui? Questo campo diventerà un mare di mota. Lui ha risposto che avevano il trattore per venire a tirarci fuori».

Comunque, armati di impermeabile ed ombrelli siamo saliti sul bus navetta. Pioveva a dirotto. Sul bus moltissimi stranieri, rimasti delusi quando ci è stato detto che lo spettacolo veniva rimandato a lunedì. Persone che erano arrivate appositamente da ogni parte del mondo. Siamo ritornati al parcheggio ed abbiamo aspettato i soccorsi. Una signora norvegese mi ha chiesto se potevo chiamare l'organizzazione dell'evento per sapere come poter avere indietro i soldi del biglietto, visto che lunedì non potrà esserci. Ho chiamato il numero del Teatro del Silenzio ma dava sempre occupato o se era libero non rispondeva.

Ho chiamato il Comune di Lajatico per far notare che al parcheggio eravamo centinaia di auto e di trattori ce n'era in un primo momento solo uno. Mi hanno risposto che si stavano attivando per aiutarci. Anche i vigili del fuoco avevano tutti i mezzi fuori per il maltempo, ma uno era già al parcheggio.

Il numero del Teatro non ha più risposto nonostante abbia provato decine di volte, la signora è poi andata via sconsolata e amareggiata. Abbiamo visto situazioni surreali, persone che sotto la pioggia e piene di fango cercavano di uscire dal parcheggio per poi venire soccorse dai trattori. È mancata proprio l'educazione o il rispetto per tutte quelle persone che sono arrivate in auto, in aereo per poter godere dello spettacolo magistrale del maestro Bocelli. Capisco che fino all'ultimo abbiano pensato e voluto farlo, ma meglio annullarlo che mettere a rischio la vita delle persone. Almeno prendersi cura di quello che accadeva dopo l'annullamento, quello lo dovevano fare. Se avessero pagato bene qualche persona con i trattori, molte auto sarebbero state tirate fuori prima. C'erano bambini e anziani, insomma serviva un po’ di rispetto. Per non parlare della lunga fila di persone che sotto la pioggia voleva sapere se il prezzo del biglietto poteva essere restituito. Spero di poter essere utile agli organizzatori dell'evento perché in futuro non accada più una cosa simile. —

Alessandra Giachetti

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