Sicurezza
E dopo il viaggio in dirigibile si va col “Bravo” a Capo Nord
pontedera. La prima spedizione per il Polo Nord geografico fu dello statunitense Robert Edwin Peary, il 6 aprile 1909. Anche se analisi successive hanno dimostrato che, seppur in buona fede, lo statunitense non ha raggiunto il Polo Nord geografico, ma ci è passato vicino. Poi venne Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoia, duca degli Abruzzi, che nel 1900 raggiunse la latitudine nord più avanzata dell’epoca; quindi Umberto Nobile e le due trasvolate in dirigibile del Polo Nord: nel 1926 sul Norge e nel 1928 a bordo dell’Italia, finita in tragedia.
Negli decenni è diventata l’ultima frontiera del viaggio, con tour organizzati per ammirare la banchisa polare, sempre più limata dal surriscaldamento del pianeta. E ora partono loro per Capo Nord: Noemi Taddei, 23 anni, di San Giuliano Terme; Dario Breschi, 28 anni, di Vecchiano. Fidanzati da 3 anni. E lo faranno su “Bravo” Piaggio che tra l’altro sono nati molto prima di loro. Il ciclomotore blu è del 1982, quello rosso, guidato da lei, dell’84. Si sono presentati ieri nell’area antistante il Museo Piaggio: partenza stamani alle 7.
Il via da San Giuliano verso Lucca, e continuando sulla statale 12, passo dell’Abetone, Modena Verona, Trento, Brennero. Questo il “piano di volo” che continuerà in Austria, quindi Germania e poi il profondo nord: Svezia, poi Oslo fino a Capo Nord: circa 4.800 chilometri.
Come vi è venuta l’idea. Era più semplice in Vespa...
«Siamo andati anche in Vespa, il più lontano a Trieste – ammette Dario Breschi – lì proprio l’anno scorso un amico ha lanciato la proposta».
Una specie di “armiamoci e partite”.
«Può essere, ma l’idea ci è piaciuta ed eccoci pronti».
Non sarà uno scherzo, se non altro per i bagagli.
«Abbiamo un carico di 300 chili ciascuno. Mi porto 20 litri di olio per la miscela. Non mi fido di ciò che troveremo».
Dietro alla sella c’è un portapacchi come quello dei postini, e davanti, sotto il fanale, uno aperto.
Quando arriverete?
«In 18 giorni, prima tappa da casa a Verona. Contiamo di rispettare i tempi, anche perché il mio datore di lavoro, un benzinaio e meccanico, non mi regalerà altri giorni di ferie. Il ritorno sarà più agevole visto che abbiamo considerato anche dei tratti in treno». –
Paolo Falconi
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