Lutto
Tracciabilità e qualità: un piano per tutelare l’agricoltura locale
Il sindaco Giglioli aderisce alla petizione “Stop cibo anonimo” della Coldiretti In arrivo anche una storica azienda di spezie che cerca fornitori di materie prime
SAN MINIATO. «Ci sono molte cose che possiamo fare per l’agricoltura locale, ma tutto passa innanzitutto dalla trasparenza». Parole di sostegno all’appello di Coldiretti da parte del sindaco di San Miniato Simone Giglioli, che ieri mattina è andato a conoscere gli agricoltori che da sempre animano il mercatino di Campagna Amica allestito di fronte alla Casa Culturale. L’occasione era quella di aderire come amministrazione alla campagna di raccolta firme per la petizione “Stop Cibo anonimo” con cui la Coldiretti, insieme alla Fondazione Campagna Amica, chiede all’Europa di estendere a livello europeo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti. Firma che Giglioli ha apposto al banchetto, presieduto da Fabrizio Filippi, di Coldiretti Pisa. L’obiettivo è quello di raggiungere un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione. A sottoscrivere l’accordo allo stand allestito al mercato a San Miniato Basso, oltre a Giglioli, anche l’assessora alle attività produttive Elisa Montanelli. «Rendere obbligatoria l’origine degli alimenti è diventata sempre più una questione di grande rilevanza, alla luce dei troppi “falsi” che, soprattutto in campo alimentare, mettono a serio rischio la salute – ha dichiarato Giglioli –. Prevenire le frodi vuol dire anche offrire una maggiore garanzia al consumatore, aspetto sul quale, come Comune, siamo molto impegnati, basti pensare al Mercatale che ogni mese offre prodotti a chilometri zero, controllati e di ottima qualità». Una petizione che Coldiretti porta avanti di concordo con altre organizzazioni “sorelle” in Europa e che presto farà il suo ingresso nelle piazze della provincia, forte del sostegno anche di toscani illustri come Leonardo Pieraccioni, Andrea Bocelli e Andrea Lucchetta e di molti amministratori, fra i quali il sindaco di Terricciola Mirko Bini, l’assessora con delega all’Agricoltura del Comune di Pomarance Alessandra Siotto e il sindaco di Volterra Giacomo Santi. Giglioli ha anche voluto conoscere uno per uno i vari produttori locali del mercatino, fra cui anche un’azienda davvero a km 0 come quella di Francesco Lai, di La Serra. «È un anno difficile, a causa di questo caldo – dice Lai. – Ma iniziative come questo mercato danno la possibilità a noi produttori di venire in contatto direttamente coi clienti, senza sottostare ai prezzi della grande distribuzione ma nemmeno ai suoi standard qualitativi, che molto spesso sono soprattutto estetici».
Occasione, anche, di riflettere con gli agricoltori dei problemi odierni del settore, come appunto la mancanza di reddito, i danni degli animali selvatici, l’abbandono delle campagne ed i connessi problemi idorgeologici. «Tutte questioni che abbiamo ben presenti – ha detto Giglioli – e alle quali da tanto tempo cerchiamo di rispondere anche attraverso importanti iniziative come l’approvvigionamento locale delle nostre mense scolastiche ed il Mercatale, che ha una lunga storia».
Settore, quello agricolo, che nel Sanminiatese non manca però di regalare anche qualche nuova opportunità. Fra queste, il recente approdo a La Scala di una storica azienda fiorentina specializzata in spezie come la Turci, che è alla ricerca di aziende agricole disposte a fornirgli le materie prime in loco. Opportunità per il territorio che dovrebbe avere i primi sviluppi nel prossimo autunno. —
Nilo Di Modica
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
