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Pontedera

Il caso 

Lo stalker è seriale da anni ma nessuno riesce a fermarlo

S.C.
Lo stalker è seriale da anni ma nessuno riesce a fermarlo

L’appello della consigliera comunale Paola Viegi alle vittime dell’autore di diverse diffamazioni via social. «Uniamoci e chiediamo misure certe»

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CASCINA. Lo stalker seriale che si vuole assurgere a paladino dell’ex sindaca e ora deputata europea Susanna Ceccardi ha colpito non solo donne che fanno politica ma anche uomini. Lo stesso ex capogruppo del Pd, Francesco Bertelli, come ha raccontato alcuni giorni fa, ha ricevuto minacce. Fermare quest’uomo appare un’impresa ardua. La Procura di Pisa, che aveva aperto un fascicolo dopo le prime denunce, lo ha trasferito a Siena per un problema di competenza territoriale: l’uomo abita in quella provincia. Dopo una lunga serie di minacce la consigliera comunale dei Socialisti Paola Viegi invita le vittime a far fronte comune per sollecitare la conclusione delle indagini e provvedimenti adeguati. «Mesi fa ebbi a subire le sue “attenzioni” che andarono a colpire oltre che me soprattutto mio figlio, in quanto fummo oggetto di un post nel quale ci diffamava mettendo me in cattiva luce come donna e madre impegnata da anni nel mondo dell’associazionismo e in politica. Fui accusata di essermi distratta e di avere un figlio discutibile. Associò una sua immagine rubata dal suo profilo dove si era ritratto con i capelli ricci appena lavati e tutti arruffati a quella di un ragazzo con in bocca un maxi spinello durante il corteo di Canapisa, che gli assomigliava particolarmente. Infestò con questa fake i profili dei miei amici e di quelli di mio figlio, facendomi infuriare».

È in questo momento che Viegi aveva capito che lo stesso soggetto aveva diffamato anche l’allora prefetto di Pisa. Viegi volle allora incontrare Susanna Ceccardi. «Mi disse che lo avevano già individuato ma che era un ragazzo con problemi di relazione. Usava il pc e le piattaforme social come mezzo per passare il tempo ed era sotto il controllo dei familiari. Le dissi che non bastava e le comunicai che sarei andata avanti. Così ho fatto, non prima di aver contatto anche Cristina Bibolotti, vittima prima di me di queste attenzioni. Chiesi di condividere questa battaglia, ma non ebbi risposta», spiega la consigliera che ha denunciato l’autore dei post. Ora Massimo Maccari, questo il suo nome, ha minacciato sia l’onorevole Lucia Ciampi che la consigliera regionale Alessandra Nardini. «Nonostante sia in corso un procedimento su di lui, questo persiste nella sua opera di paladino della sua “amata”. Insomma, un soggetto che dovrebbe essere seguito in maniera diversa». Da qui l’idea dell’appello. «Mi rivolgo a tutte le donne impegnate politicamente affinché nelle rispettive sedi lavorino per velocizzare davvero la giustizia italiana. È entrato in vigore il Codice Rosso che prevede azioni punitive più stringenti per i reati di revenge porn e stalking. Partiamo da qui per rendere pratica la norma nelle aule dei tribunali. Ho anche provato a chiedere di far fronte comune alle ultime due diffamate, ma al momento non ho avuto risposta». Sono temi difficili da far passare. «In passato ho proposto un ordine del giorno al consiglio comunale di Cascina votato all’unanimità, dove si condannava l’uso distorto dei social e si invitava tutte le forze politiche a sollecitare con i propri rappresentanti le istituzioni affinché intervenissero con misure di contrasto immediate. Lettera morta. Proverò a riportare l’argomento in discussione», conclude la consigliera di Progetto Cascina Psi-Pse. —S.C.



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