Il Tirreno

Pontedera

furto in chiesa 

Rubati quattro candelabri nel santuario di Sant’Ermo

Tommaso Silvi
Rubati quattro candelabri nel santuario di Sant’Ermo

I fedeli si sono accorti del furto dopo aver visto il cancello divelto Don Falchi: «Un brutto colpo, ma ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto»

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CASCIANA TERME LARI. L’amara sorpresa si è materializzata agli occhi dei fedeli domenica pomeriggio, al momento della tradizionale recitazione del rosario, alle 17. Il cancello che protegge il santuario della Modonna dei Monti divelto, e i quattro grandi candelabri d’ottone scomparsi. I ladri hanno fatto visita alla piccola chiesa di Sant’Ermo, a pochi chilometri da Casciana Terme.

Il giorno del furto rimane un mistero, dato che l’edificio sacro è poco frequentato durante la settimana. Il danno, invece, è chiaro. Stimabile in oltre mille euro, come conferma il parroco, don Angelo Falchi: «Ogni candelabro vale più o meno 250 euro. Inoltre c’è da tenere di conto dei soldi che serviranno per ripristinare la cancellata. Senza dubbio si tratta di un grave sfregio alla nostra comunità».

La chiesa risale alla metà del XIX secolo, ricostruita dopo il terremoto dell’agosto 1846. La ricostruzione venne effettuata dai popoli delle colline pisane e livornesi in ricordo delle vittime del sisma e in ringraziamento dello scampato pericolo. Sull’altare c’è una raffigurazione della Madonna Addolorata, in ricordo del miracolo del XIII secolo che vide protagonisti dei nobili fiorentini a cui proprio la Madonna - si dice - si dimostrò addolorata per l’egoismo dei governanti e le divisioni politiche che insanguinavano la zona che dalla provincia di Pisa conduce verso quella di Livorno.

La chiesa si trova in un angolo piuttosto isolato; i ladri, quindi, hanno potuto agire in tutta tranquillità. «Il portone principale è sempre aperto per permettere a tutti di frequentare la chiesa, ma di fronte al santuario c’è un grosso cancello. I malviventi – dice ancora don Angelo Falchi – hanno provato a forzare la serratura della cancellata, che però ha retto il colpo e non ha ceduto. Allora si sono accaniti sulle sbarre di ferro, fino a creare uno spazio attraverso cui una persona, evidentemente minuta, si è intrufolata per arrivare a rubare i candelabri».

Il legame tra gli abitanti del posto e la chiesa di Sant’Ermo è molto forte, tanto che nel 2010 venne organizzata una campagna di raccolta fondi per il restauro del tetto. L’iniziativa si concluse con successo, a dimostrazione di quanto le persone siano attaccate a quell’angolo sacro incastonato nella natura. Un luogo di pace e di fede, che non è stato risparmiato dalla furia dei ladri. «Lavoreremo per rimettere le cose a posto e consegnare nuovamente ai fedeli la chiesa nelle migliori condizioni. Per noi è un brutto colpo – conclude don Angelo Falchi – ma ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto, nel corso degli anni, in seguito ai vari episodi spiacevoli che ci hanno colpito». —

Tommaso Silvi

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