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La grande opera di scena in piazza a Casciana Terme

La grande opera di scena in piazza a Casciana Terme

Domenica 28 il palcoscenico sarà tutto per “L’elisir d’amore” di Donizetti con un’orchestra di ben 45 elementi e protagonisti di valore assoluto

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casciana terme lari. La grande opera torna in piazza Garibaldi a Casciana Terme, con “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti che andrà in scena domenica 28 luglio, alle 21.15, con un’orchestra di 45 elementi, il coro, le scene, i costumi e con protagonisti di livello assoluto. La data cascianese rappresenta l’ottava stagione presentata dall’Accademia “Giuseppe Verdi” e la quarta in piazza Garibaldi. La produzione è sotto il patrocinio e il contributo del Comune di Casciana Terme Lari e della Regione Toscana e con la sponsorizzazione del Comitato Villa Bertelli, dove verrà rappresentata una replica il 9 agosto.

La direzione artistica è di Paolo Pecchioli, basso di fama internazionale che da 30 anni si esibisce nei più grandi teatri del mondo, la regia la scenografia e i costumi saranno affidati alle mani sapienti di Emiliana Paoli. L’orchestra Amedeo Modigliani sarà diretta dal maestro Christian Capocaccia, direttore musicale e direttore artistico di Syracuse Opera nello stato di New York.

Il cast è composto da artisti di chiara fama come Paolo Pecchioli (dottor Dulcamara), Alessia Grimaldi (Adina), Rosolino Claudio Cardile (Nemorino), Michele Pierleoni (Belcore) e Simonetta Pucci (Giannetta). In scena saranno presenti il coro Ars Maxima diretto da Rosella Isola e il corpo di ballo guidato da Elisa Giovanelli. La produzione si avvarrà di tutte le figure professionali presenti sul territorio al fine di coinvolgere la cittadinanza in questa lungimirante e visionaria operazione culturale.

In un anonimo villaggio, dove tutto si svolge in “bianco e nero”, l’immaginario dei rustici viene alimentato della capricciosa Adina, probabilmente l’unica del paese ad avere una qualche forma di cultura. Da un racconto basato sul mito di Tristano e Isotta, scaturiscono una serie di eventi che “coloreranno” la vita del villaggio: arrivano dei soldati e la ricca fittavola viene condotta subito alle soglie del matrimonio col sergente comandante. Questo scombussolamento costringe il giovane villano innamorato a cercare una soluzione rapida per impedire le nozze e realizzare il suo sogno d’amore. Si palesa un sedicente taumaturgo che promette di sanare qualsiasi malattia, del corpo e del cuore. Le sue fantastiche promesse vengono realizzate, non grazie al filtro magico che spaccia, bensì per mezzo della sua capacità di suggestione e della sua arte oratoria, ed anche e soprattutto per il susseguirsi di una fortuita serie coincidenze. La lunga giornata termina con la partenza gloriosa di coloro che col loro giungere hanno portato il villaggio dentro un vortice “arcobalenesco” di sentimenti e follie.

«Ho conosciuto la musica di Donizetti da bambino andando all’Opera di Roma con i miei nonni – dice Christian Capocaccia, direttore d’orchestra –. Fu un’esperienza che mi diede un preciso indirizzo che iniziai a perseguire da subito e che oggi coincide col mio lavoro e con la mia stessa vita. Sono particolarmente soddisfatto di tornare in Italia per essere parte integrante di un’esperienza artistica svolta con ammirevole e rara professionalità e competenza. A proposito de “L’elisir d’amore”, la realizzazione di una storia buffa e godevole si mescola con la purezza e semplicità della musica e ci fa vedere il vero maestro dell’arte di bel canto, Donizetti, che riesce a trasmettere sentimenti profondi ed emozioni nel contesto di un soggetto leggero e apparentemente effimero». —

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