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solidarietà 

Il calcio storico tra amici di palestra aiuta l’associazione Ortolani coraggiosi

A.Q.
Il calcio storico tra amici di palestra aiuta l’associazione Ortolani coraggiosi

Seconda edizione della partita nel campo alle Buche Il denaro raccolto è stato devoluto in sostegno ai disabili

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FUCECCHIO. La cifra non è eccezionale. Ma tutto serve quando si parla di sostegno alla disabilità e quando si rincorrono sogni d’inclusione in una società non sempre accogliente con le minoranze.

Ecco perché è stata importante la partita di calcio storico (in versione soft) giocata alle Buche di Fucecchio tra ragazzi che frequentano una palestra della città diventa importante, indipendentemente dai cinquecento euro messi insieme e donati all’associazione degli Ortolani coraggiosi che sostiene un gruppo di persone disabili cercando di creare loro un futuro fatto di lavoro e di indipendenza sociale ed economica.

È la seconda partita in due anni che si disputa nei campi vicini alla Buca del Palio. La speranza è che per l’anno prossimo il movimento cresca e si riesca a incrementare la somma da devolvere per solidarietà.

«È quello che spero anch’io – dice l’organizzatore Giovanni De Nitto, detto Biagio come suo padre – Riuscire a donare cifre sempre più consistenti è quello che maggiormente ci sta a cuore quando ci riuniamo per disputare la partita di calcio storico in versione soft. Niente a che vedere con l’asprezza del calcio in costume che si gioca a Firenze». Giovanni, anzi, Biagio, parla con cognizione di causa. Ha giocato da “straniero” nell’arena di piazza Santa Croce con i Rossi di Santa Maria Novella. Lui, abitante di Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa, partecipava alla manifestazione storica di Firenze dal maggiore appeal. «Ma allora il regolamento lo consentiva – dice Giovanni che ora gestisce la palestra Italian Top team, la stessa da cui provengono i partecipanti alla partita per gli Ortolani coraggiosi – Oggi questo non è più possibile, ma per me resta una bellissima esperienza».

Tanto cara che ha voluto riproporla in versione meno violenta, tra amici che condividono un nobile traguardo. Di fatto, il denaro raccolto è il frutto di un autofinanziamento. I giocatori mettono una quota che serva a prenotare lo spazio, a pagare l’ambulanza da attivare in caso di necessità e altre spese varie. Quel che resta viene dato in beneficenza. E poi ci sono le offerte del pubblico presente, raccolte durante la partita.

L’immagine in campo è quella di una partita di calcio storico abbastanza verosimile. I corpi degli atleti richiamano i muscoli mostrati a Santa Croce, anche se ovviamente il livello di aggressività e di tecnica è inferiore. Lo spettacolo regge ed è divertente. Oltre al fatto che dietro c’è una nobile causa.

Luglio è il mese deputato alla partita alle Buche. L’anno prossimo si ripeterà. Ma fin da ora i fucecchiesi sanno di non poter mancare all’appuntamento con un evento appassionante e a fin di bene. —

A.Q.



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