Toscana
Se Carlo Magno arriva a Staffoli per la festa medievale
SANTA CROCE. La festa medievale stavolta diventa anche disfida. Una gara di abilità e precisione nell’antica arte del tiro con l’arco, che per la prima volta vedrà contrapporsi i cinque rioni in cui è stato suddiviso il paese. È una delle novità della festa medievale di Staffoli (domenica primo settembre). Un’edizione (la nona) a cui Staffoli Eventi lavora da tempo per preparare ancora una volta un appuntamento particolare rispetto alle tante feste medievali sparse ovunque.
Gli organizzatori, anche quest’anno, hanno scelto un momento della storia medievale, per rivivere il contesto dell’epoca col filo conduttore della via Francigena, e immaginando gli effetti dei grandi avvenimenti storici in un villaggio delle Cerbaie.
Così, dopo l’arrivo dei longobardi della scorsa edizione stavolta sarà il turno di Carlo Magno e dei suoi franchi, che passeranno da Staffoli e dai boschi delle Cerbaie durante la calata in Italia, incontrando la popolazione locale e gli stessi longobardi. Piazza Panattoni (non più il parco della Rimembranza) con via Livornese saranno lo scenario di tutta la festa. In piazza Panattoni sarà creata un’area riservata per disabili, anziani e persone in difficoltà.
In programma, ricostruzioni e scene teatralizzate, battaglie a cavallo, dimostrazioni di falconeria a cura dell’Antica falconeria toscana e spettacoli itineranti con una compagnia in arrivo dall’Abruzzo. Sempre in piazza Panattoni, la prima sfida di tiro con l’arco tra i cinque rioni in cui Staffoli Eventi ha suddiviso da quest’anno il paese, con tanto di Cencio in palio dipinto dalla staffolese Gerardina Zaccagnino. In via Livornese, il mercatino medievale, con taverne e negozi, in attesa del grande banchetto medievale (a cura dell’agriturismo Corte Tommaso di Orentano) che in serata chiuderà la manifestazione nella lunga tavolata allestita al centro della strada. La festa medievale, inserita da anni nel circuito degli appuntamenti legati alla via Francigena, vedrà anche stavolta la partecipazione dei “cugini” di Salindres, la cittadina francese gemellata con il Comune di Santa Croce. —
Giacomo Pelfer
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