Il Tirreno

Pontedera

La nuova vita dei rifiuti per gli abiti di scena al Teatro del Silenzio

La nuova vita dei rifiuti per gli abiti di scena al Teatro del Silenzio

Gli scarti di lavorazioni industriali diventano la materia prima per estrose creazioni firmate da Claudia Tortora. Vestiranno anche le performance di Mika e Dua Lipa

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Al piano di sotto c’è un gran movimento di camion. Decine di operai scaricano rifiuti e spostano ruspe e muletti per separare le principali matrici da inviare a recupero: ritagli di pelle, plastica, legno, metalli e centinaia di cisterne per la raccolta dei reflui. Siamo a Santa Croce sull’Arno, nella sede toscana di Herambiente Servizi Industriali (Hasi) quella che prima era Waste Recycling e che oggi è la più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali. Poco distante dal piazzale principale, al primo piano di uno degli edifici che vi si affacciano, lavorano senza sosta da settimane le infaticabili mani di sarte, costumiste e scenografe per realizzare oltre 200 costumi per il concerto di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio di Lajatico. Parola d’ordine: riciclo.

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Per l’ottavo anno consecutivo l’officina SCART, allestita dal Gruppo Hera nelle sedi toscane di HASI, collabora con il Teatro del Silenzio per la realizzazione di tutti i costumi di scena. L’idea della multiutility emiliana che gestisce servizi ambientali, idrici ed energetici è quella di sensibilizzare sui temi dell’economia circolare e sull’importanza di un uso sostenibile delle risorse. Scarti di lavorazione industriale qui diventano la materia prima per dare vita a nuove creazioni che accompagneranno le performance di Mika e Dua Lipa, di settanta elementi del coro e dodici ballerini, di venti performers e dieci sbandieratori, oltre ai sessanta elementi della Tommassini virtual family.

Due le attesissime serate del 25 e 27 luglio per la quattordicesima edizione del Teatro del silenzio di Lajatico che vedrà trasformate le sue colline nel più famoso teatro naturale del mondo. Con la direzione artistica di Alberto Bartalini e la regia di Luca Tommassini, “Ali di Libertà” andrà in scena dopo le 20 via via che il sole si avvierà al tramonto. «Qui è tutto diverso, recuperiamo per dare una seconda chance a materiali che ci sembra abbiano ancora molto da dire» ci racconta la costumista Claudia Tortora che coordina il gruppo di lavoro, «solitamente in questo mestiere si lavora con bozzetti e i progetti che si portano in produzione vengono prima ideati, approvati e poi realizzati, ma qui è un po’ come se fosse il contrario.

È il materiale recuperato che in qualche modo determina e ispira la creatività. Quest’anno ci siamo fatte ispirare particolarmente dai ritagli di pelle provenienti da concerie e calzaturifici della zona, da tanti e colorati pezzi di stoffa, da poliaccoppiati di carta, plastica e gomma, oltre a componenti elettrici difettosi, guarnizioni e tanti tanti petali di fiori finti». La costumista Claudia Tortora è affiancata nell’Officina SCART dalla scenografa Tatiana Turco, dalle costumiste Daniela di Martino e Valentina Bianchi, dalla studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Bologna Beatrice Beneforti e poi ancora da Dalila Lazzeri e Mirgena Koci che hanno studiato all’Istituto Modartech di Pontedera.

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di Redazione web