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Geotermia, Regione in pressing su Enel per gli investimenti

A.Q.
Geotermia, Regione in pressing su Enel per gli investimenti

Il presidente Rossi annuncia la firma del protocollo con la società a settembre «L’indotto deve crescere, siamo disposti a investire risorse europee»

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pomarance. Bene la rassicurazione avuta dal governo sulla reintroduzione degli incentivi alla geotermia dopo la cancellazione di alcuni mesi fa. Ma ora occorre lavorare affinché Enel da una parte e l’indotto dall’altra non si allontanino dalla Valdicecina. È questo il senso dato dal presidente della Regione Enrico Rossi e dall’assessore all’ambiente Federica Fratoni al “day after” dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico (Mise) in cui c’è stato lo sblocco della situazione dopo tanti timori di veder morire la principale ricchezza di questi territori. «A settembre cercheremo di ratificare il protocollo d’intesa con Enel – ha detto Rossi – con l’obiettivo di avere indicazioni sugli investimenti da 600 milioni in un anno annunciati dall’azienda».

Perché se il governo ha creato una situazione di allarme e di stallo, Enel nel frattempo ha rinunciato alla valutazione d’impatto ambientale per la centrale di Piancastagnaio, nel versante senese del Monte Amiata e ha fatto arrabbiare gli imprenditori dell’indotto lanciando segnali poco incoraggianti sulle intenzioni di investire ancora sulla geotermia toscana. «E questo è un altro aspetto del problema – ha proseguito il presidente, presente insieme a Fratoni e ai consiglieri regionali pisani del Pd a Pisa per il rapporto Irpet – perché l’indotto va tutelato, ma occorre anche che effettui una crescita in modo da essere più competitivo sul fronte delle manutenzioni agli impianti geotermici». E dalla Regione arrivano anche rassicurazioni: «Siamo pronti a investire risorse provenienti dall’Europa per migliorare il contesto generale».

C’è comunque ottimismo dopo tanta paura. «La proposta illustrata dal Mise è un buon punto di partenza che fa essere moderatamente ottimisti – ha spiegato Emiliano Bravi, presidente del Consorzio di sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig) –. Il sottosegretario Crippa ha dimostrato una positiva apertura al confronto, ma per arrivare alla soluzione finale il percorso è ancora lungo». Tante le reazioni alla giornata trascorsa al Mise. Alessandra Nardini, consigliera regionale del Pd ha detto: «Dopo mesi di battaglie una bella notizia per la Toscana, la Valdicecina e gli oltre 2.000 operatori che operano nel comparto. Voglio anche sottolineare che la legge regionale che abbiamo approvato è stata utilizzata dal governo come riferimento per i parametri ambientali e i limiti di emissione». Il suo collega, Andrea Pieroni, ha sottolineato che si tratta di «una partita che la Regione Toscana ha vinto per ben due volte. La prima, perché grazie agli incentivi che finanziano le fonti rinnovabili, la geotermia e tutte le attività che ruotano intorno ad essa potranno essere incentivate; la seconda perché la legge regionale sulla geotermia viene assunta come punto di riferimento dal governo».

Ma c’è il movimento GeotermiaSì che ammonisce: «È un percorso positivo ma tutto da compiere e non privo di incognite legate alla contingenza politica nazionale e regionale. In quest’ultimo caso sono preoccupanti le diverse posizioni sullo sviluppo della geotermia che si hanno nei vari territori nell’ambito della maggioranza. Forte preoccupazione desta poi la situazione delle imprese locali che pur vedendo sbocchi e prospettiva ai loro problemi dovranno però anche gestire e sopravvivere in un transitorio che non sembra né breve né facile. Anche su questo aspettiamo risposte concrete già negli incontri previsti nei prossimi giorni tra Enel, i sindaci e le stesse imprese». —

A.Q.



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