Sicurezza
Troppi nidi di rondine I vicini: il Comune ci aiuti
Appello dei cittadini per lo sporco e cattivi odori in una parte di San Pierino L’assessore Russoniello: «Faremo pulizia, ma non si possono toccare per legge»
FUCECCHIO. Sono animali simbolici e molto amati perché con loro arriva la bella stagione. E i loro nidi, per legge, non possono essere toccati. Lo sanno bene anche gli abitanti di via Camaldoli a San Pierino, località di Fucecchio, dove si sono stabilite decine di volatili della famiglia delle rondini, uccelli migratori che nidificano di solito in luoghi a forte presenza umana.
La legge vieta di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondine, balestruccio e rondone, in quanto specie protette su tutto il territorio nazionale, purtroppo, in via di rarefazione. Si tratta di specie insettivore che contribuiscono alla riduzione di insetti molesti, come zanzare, mosche e altri. Le rondini, i loro nidi, le uova e i nidiacei sono infatti protetti dalla legge numero 157/92 e dall’articolo 635 del codice penale, che ne vieta l’uccisione e la distruzione. Ma quando questi animali “colonizzano” una zona, possono involontariamente creare dei problemi igienici a chi vive nella stessa area. Ed è proprio il caso di via Camaldoli a San Pierino, dove alcune palazzine “ospitano” decine di nidi in serie, circa quaranta. Gli abitanti sanno che non possono rimuovere i nidi prima citati ma al contempo lanciano un grido d’allarme. «La situazione è insostenibile – spiega Patrizia Sica, a nome di una decina di residenti – perché tutti questi nidi portano sporco e odori sgradevoli. Sappiamo che non si possono rimuovere ma prima che qualcuno ci pensi da solo sarebbe meglio trovare una soluzione, anche perché conviviamo con questo problema da mesi».
I residenti lamentano di trovare deiezioni dei volatili ovunque, che creano problemi di odore e di igiene. In effetti i sottotetti di alcune palazzine ospitano in fila decine di nidi, un qualcosa che si vede di raro. E passando di qui è molto semplice veder svolazzare questi uccelli simbolo della primavera. Della situazione paradossale che si è creata è stato informato anche l’ufficio ambiente del Comune di Fucecchio, allo scopo di risolvere o quantomeno risolvere il problema.
Di solito questi animali fanno il nido a primavera e poi vi rimangono fino ad ottobre, per poi migrare verso zone più calde. Come detto l’amministrazione comunale sta cercando una soluzione, spiegata dall’assessora all’ambiente Valentina Russoniello: «La normativa prevede che non si possono toccare e quello che possiamo fare è prenderci carico della pulizia dell’area, pur essendo privata. Questo vista l’eccezionalità e considerati i disagi che i residenti devono sopportare e che noi comprendiamo. Si tratta della più folta colonia di questi volatili nell’Empolese Valdelsa, perché a San Pierino è presente un microclima a loro favorevole, sia per costruire il nido sia per il nutrimento dei piccoli. Abbiamo anche commissionato al Cetras una relazione per capire come intervenire, partendo dal presupposto che i nidi non si possono rimuovere, pena sanzioni salate. E rimaniamo a disposizione dei residenti per parlarne e trovare una soluzione insieme». —
Marco Sabia
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