Il Tirreno

Pontedera

bastonate e agguato in strada 

Botte all’ex fidanzato della figlia: famiglia finisce sotto processo

P.B.

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san miniato. Aperto e rinviato all’ottobre 2020 il processo a carico di familiari e parenti di una ragazza che nel settembre 2017 diventò la causa di un’aggressione in strada a colpi di pistola e a bastonate.

Ieri la prima udienza del procedimento in cui sono imputati Remo Hudorovich, 41 anni, di Fucecchio; la moglie Roberta Hudorovic, 38 anni, di Fucecchio; Antonio Hudorovic, 45 anni, domiciliato a Buggiano; Manolito Ombini, 36 anni, di San Miniato.

La vittima dell’assalto aveva una colpa: quella di aver interrotto un legame appena iniziato con una giovane sinti. Un torto imperdonabile secondo le regole non scritte della famiglia della ragazza che nel pomeriggio del 20 settembre 2017 pianificò e mise in pratica un assalto in strada in pieno giorno contro l’ex fidanzato e suo fratello. L’auto presa a sprangate. E i bastoni poi usati contro i due albanesi, uno dei quali ferito con un colpo di pistola. Un agguato che ora diventerà un processo. Per tutti i reati in concorso sono di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma, danneggiamento e detenzione di armi in luogo pubblico. Una pistola, mai rinvenuta, calibro 9x21. Un dato desumibile dai due proiettili trovati sull’asfalto dai carabinieri in via Puccini a San Donato di San Miniato. L’avvocato Gabriele Martelli si è costituito parte civile per uno dei due fratelli albanesi, 24enne, di San Miniato. I quattro imputati sono assistiti dagli avvocati Marco Meoli e Antonio D’Orzi. Quando fu sentito dagli investigatori dell’Arma, il 24enne disse di presumere che «la causa di tutto sia il fatto che ho lasciato… (nome della ragazza, ndr) dopo un mese di fidanzamento. Al magistrato ribadì e mise a fuoco il concetto: «Sono stato aggredito perché sono stato con… (nome ragazza, ndr) per circa un mese e l’ho lasciata da una quindicina di giorni. Loro hanno una legge che una volta che sei stato con una figlia non puoi più lasciarla». In quel pomeriggio del 20 settembre almeno otto persone bloccarono la Ypsilon sulla quale si trovavano i due fratelli albanesi. —

P.B.

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