Sicurezza
Sdemanializzata una strada per poter ampliare la conceria Incas
Ma il provvedimento del Comune finisce davanti al Tar L’accusa: un nuovo edificio sorgerà così su un’area agricola
CASTELFRANCO di Sotto. Il Comune sdemanializza una strada pubblica per consentire l’ampliamento di una conceria. Immediata la polemica. A sollevarla è un sindacalista dell’Ugl, Giorgio Simoncini, al quale il sindaco Gabriele Toti replica, spiegando i passaggi della vicenda che ora approda al Tar della Toscana. «Per espandere la propria attività la conceria ha chiesto un ampliamento del proprio immobile, ovvero di realizzare un nuovo edificio su un’area agricola», dice Simoncini.
La presenza di via dei Tavi nell’area interessata alla nuova costruzione impediva di fatto l’espansione della conceria. Così insieme al Comune è stata trovata una soluzione. Quella su cui, ora, punta il dito il sindacalista.
«L’amministrazione comunale ha seguito tutti i vari passaggi tecnici dell’iter della variante che porterà alla espansione della conceria Incas sia con la Regione che con i vari enti che hanno competenza in materia ed hanno rilasciato pareri positivi dopo attente valutazioni. Sottolineo che si tratta di una ampliamento di un’azienda esistente perché è lì la condizione necessaria per l’iter, che è stato lungo e complesso e che porterà alla espansione di una azienda del nostro distretto», spiega il sindaco Toti. Il primo cittadino afferma che sono stati coinvolti i cittadini della zona, «informandoli e concordando insieme a loro la decisione di rendere il tratto di via dei Tavi, compreso tra via Mattei e via I Maggio, a senso unico alternato regolato da impianto semaforico. Questo servirà anche da deterrente per i tanti veicoli che ad oggi passano troppo velocemente in quel tratto, oltre che permettere ai mezzi Incas di attraversare la strada in sicurezza per raggiungere il nuovo magazzino. Una soluzione che tiene uniti lo sviluppo industriale, la difesa dell’ambiente e il diritto dei residenti della zona ad avere un collegamento diretto con l’abitato di Castelfranco, il tutto con il parere positivo di tutti gli enti».
L’amministrazione comunale, fin dall’inizio del suo mandato ha sempre cercato di coniugare diritto all’impresa e sviluppo sostenibile: lo abbiamo fatto in passato e applicheremo questi principi anche in questo caso».
«Sarebbe stato sufficiente sdemanializzare non tutta la strada, ma solo quel segmento antistante la proprietà sulla quale sorgeva la conceria, in modo da creare unitarietà tra la nuova area agricola e quella già edificata. Si sarebbe dovuto poi far coesistere la residua necessità di mantenere l’uso pubblico di via Dei Tavi, ancora oggi, purtroppo, notevolmente trafficata, con la possibilità di inibirlo a fronte delle crescenti esigenze dell’impresa», osserva Simoncini ricordando che l’ampliamento ricade su una zona non edificabile.
«Il Comune, seguendo un suggerimento da capire, ha approvato la deliberazione consiliare del febbraio 2019 (pubblicata sul Burt del 17 aprile 2019, la n. 16), e i proprietari della conceria Incas sono stati felici, almeno fino al giorno in cui questa deliberazione non è stata impugnata dinanzi al Tar. Rifletto e penso perplesso al come e al perché questo argomento sia stato sottaciuto da chi, nella passata campagna elettorale, si contrapponeva all’odierno governo del Comune di Castelfranco di Sotto». Il riferimento è al centrodestra che in consiglio non aveva votato contro alla delibera. –
S.C.
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