Il Tirreno

Pontedera

Impiantato un defibrillatore sottocutaneo all'ospedale di Pontedera

Impiantato un defibrillatore sottocutaneo all'ospedale di Pontedera

Il dispositivo è il primo e unico al mondo con queste caratteristiche. L’innovazione biomedicale per i pazienti cardiopatici contro aritmie maligne e morte cardiaca improvvisa 

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PONTEDERA. Un defibrillatore sottocutaneo che non tocca né il cuore né i vasi sanguigni è stato impiantato nei giorni scorsi all’ospedale Felice Lotti di Pontedera in un paziente affetto da grave cardiomiopatia a seguito di un infarto.. Il dispositivo, il primo e unico al mondo con queste caratteristiche, rappresenta una delle soluzioni terapeutiche più avanzate per prevenire le aritmie cardiache maligne e la morte cardiaca improvvisa, come è stato spiegato dai medici della cardiologia del Lotti. In caso di aritmie, di alterazioni del ritmo cardiaco che ne pregiudicano il normale funzionamento, se non si interviene tempestivamente per ripristinare il consueto ritmo cardiaco ed il flusso di sangue nel cuore, il tasso di mortalità raggiunge il 95%, mentre con un intervento tempestivo il tasso di sopravvivenza è del 93%. Per questo l’impianto effettuato a Pontedera, il primo del suo genere in questa struttura ospedaliera, è di straordinaria importanza e ridà speranze concrete a tanti pazienti cardiopatici.

A pochi giorni dall’intervento, con un decorso post operatorio più che soddisfacente, danno notizia dell’intervento il primario di cardiologia, dottoressa Alessandra Lucarini, e il team medico che ha effettuato l’impianto, dottor Stefano Giaconi, dottoressa Francesca Menichetti. «La tecnologia del defibrillatore sottocutaneo S-Icd ha riconfermato sia la sua straordinaria efficacia, sia la bassa invasività della procedura; i componenti del dispositivo vengono impiantati direttamente sottopelle, sopra la gabbia toracica, senza toccare il cuore o i vasi sanguigni. Questo permette di preservare l’integrità anatomica e le funzioni vitali del cuore, in condizioni di massima sicurezza per il paziente. Un ulteriore aspetto, niente affatto secondario, soprattutto per pazienti giovani, è anche quello estetico, che consente di impiantare il dispositivo senza lasciare cicatrici estese ed evidenti».

Si tratta di una opportunità interessante per i cittadini della provincia. «Siamo molto grati alla direzione dell’ospedale – proseguono i medici ringraziando gli anestesisti – per averci messo a disposizione tecnologie fra le più avanzate in campo cardiologico, che ci consentono di offrire ai pazienti le migliori soluzioni terapeutiche disponibili». Tra l’altro, i defibrillatori sottocutanei di ultima generazione sono compatibili con indagini diagnostiche complesse quali la risonanza magnetica e permettono di individuare con largo anticipo la presenza di fibrillazione atriale ma - anche - riducono in modo significativo i rischi di complicanze post intervento quali sanguinamento, pneumotorace ed altre lesioni». —

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