Il Tirreno

Pontedera

assolto in appello 

«Figlia violentata dopo la separazione» Le accuse evaporano

S.C.
«Figlia violentata dopo la separazione» Le accuse evaporano

Il legale: «Il mio assistito si ritrova ammalato e con la vita  rovinata da pesanti dichiarazioni che non hanno trovato alcuna conferma in secondo grado»

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PONTEDERA. «Una vita rovinata da accuse che non si sono rivelate fondate». L’avvocato Gianfranco Masi spiega che un suo assistito, dopo essere stato accusato per alcuni anni di essere un orco, di aver violentato la figlia quando aveva meno di 14 anni mentre si trovava a casa della nuova compagna, è stato assolto da tutte le accuse al processo di secondo grado. L’uomo, 55 anni circa, residente in un centro della provincia di Pisa, in primo grado era stato condannato a sei anni dal Gup Giulio Cesare Cipolletta. Nessuno aveva creduto alle sue parole, alla ferma convinzione con cui aveva sempre respinto le accuse che la figlia gli aveva rivolto poco dopo la separazione dalla moglie. «Conosceremo le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Firenze dopo l’estate – dice l’avvocato – non sono stati ravvisati elementi idonei a sostenere le accuse e per questo il mio cliente è stato assolto perché il fatto non sussiste».

Nel frattempo l’uomo si è ammalato, sempre stando a quello che spiega l’avvocato. «La figlia non riusciva a collocare gli episodi, riferiva fatti di una violenza inaudita ma sempre in maniera abbastanza generica, senza bene individuarli nel tempo e nelle varie situazioni. Ma nessuno ha mai messo in dubbio la parola della minorenne che pure aveva un suo disagio».

Secondo il legale, il 55enne è uscito da questa storia «con la vita rovinata. Noi abbiamo sempre sostenuto che i racconti della 14enne non erano verosimili, parlava come se qualcuno le avesse, a sua volta, riferito i fatti».

L’inchiesta era partita dopo le confidenze della minorenne, giudicate attendibili dalla consulente, dottoressa Donatella Raspaolo, nominata dalla Procura, dal pm Flavia Alemi, che aveva chiesto il processo per l’uomo poi condannato a 6 anni dopo la richiesta di essere giudicato con rito abbreviato. La prima figlia, stando a quanto è emerso, lo aveva già denunciato e poi la vicenda era stata chiusa con un’archiviazione. La seconda denuncia, stando al difensore, si è rivelata ancora più pesante.

«È vero che resta la Cassazione ma mi sento di dover dire due parole per quest’uomo che ha sempre negato di avere commesso i fatti di cui è stato accusato». —

S.C.

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