Il Tirreno

Pontedera

Caso Stella Maris Nei video le immagini choc delle violenze

S. C.

Il processo, intanto, è stato rinviato all’anno prossimo La delusione dei genitori delle vittime dei maltrattamenti

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FAUGLIA. Pizzicotti, spinte, tirate d’orecchie, offese. Le riprese delle telecamere appaiono “spietate” agli occhi dei genitori dei ragazzi di Montalto che difficilmente dimenticheranno la storia dei maltrattamenti avvenuti all’interno della struttura sulle colline di Fauglia. «Vorrebbero farci stare zitti – dice Andrea Giordani, uno dei genitori delle vittime delle percosse attribuite ad alcuni operatori del centro – Per noi genitori tutto questo è molto difficile. I ragazzi arrivavano a casa con gli occhi neri ma alla Stella Maris ci dicevano che si picchiavano tra di loro. Alcuni dei nostri figli non parlano, quando abbiamo capito che la realtà era ben diversa da quella che ci veniva raccontata ci siamo preoccupati». È una testimonianza, ma le parti offese sono più di 20, tante le famiglie che si aspettano giustizia dal processo di primo grado che si sta svolgendo in tribunale a Pisa. La durata del processo, a questo punto, è una delle tante preoccupazioni di queste famiglie.

Il processo per fare luce sulle responsabilità nei maltrattamenti di cui sono accusati alcuni operatori del centro di Montalto di Fauglia, gestito dalla Fondazione Stella Maris, si è aperto con un paio di contrattempi. Il giudice, Luca Salutini, ha preso atto che c’è stato un errore nella trascrizione delle parti che si sono costituite parti civili all’udienza preliminare e in tempo rapido arriva dalla cancelleria del Gup un atto con le necessarie correzioni. Nel frattempo il giudice, che tra pochi mesi andrà in pensione, ha spiegato che non sarà lui ad occuparsi della vicenda. L’udienza, una volta messi a posto gli aspetti che riguardano le formalità e la costituzione delle famiglie dei ragazzi maltrattati, sarà aggiornato all’anno prossimo, in attesa che il fascicolo venga assegnato ad un nuovo giudice, in sostituzione del dottor Salutini. Se per gli addetti ai lavori le udienze penali rinviate di 8 mesi o anche di un anno stanno diventando una routine, spiegarlo ai cittadini è più complesso.

E così quando il giudice ha comunicato la data del rinvio, al 10 febbraio dell’anno prossimo, i genitori, arrivati insieme ai loro avvocati, non hanno potuto trattenere il loro dispiacere.

«Ci aspettiamo una giustizia che sia almeno rapida – dice Antonella Carta, presidente dell’associazione Agosm, costituita dalle famiglie che hanno figli alla Stella Maris – siamo dispiaciuti perché certi comportamenti erano diffusi. E se alcuni operatori sono finiti a processo per questi fatti, ce ne sono altri che sono stati a guardare e che se la sono cavata con dieci giorni di sospensione dal lavoro. Alcuni operatori, finiti sotto accusa, sono stati allontanati da Montalto e trasferite in altri centri della stessa Stella Maris. Non ci sono stati interventi decisi da parte della direzione. I carabinieri, durante le indagini, hanno piazzato le telecamere nel refettorio. Non osiamo immaginare cosa poteva succedere begli altri reparti della struttura. Vogliamo arrivare in fondo a questa storia».

Uno dei genitori si fa coraggio. «Gli ospiti della struttura costavano, al tempo dell’inchiesta, circa 147 euro al giorno, ora invece ne costano quasi 200. Le famiglie pagano 500 euro al mese circa. Ma nessuno, sia dalla Regione che dall’Asl, ha mai verificato cosa succedeva al centro di Montalto». Un centro considerato punto di riferimento per i ragazzi autistici o con malattie neuropsichiatriche.

«A mio figlio, dalle immagini si vede bene – dice Giordani – una operatrice ha girato un polso, lo prendeva a nocchini senza un motivo, una volta lo ha tirato per il collo». Impossibile per i genitori dimenticare la frase: “Ma smettila handicappato di m...” –

S. C.

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