Il Tirreno

Pontedera

allarme occupazione 

La centrale geotermica non si fa e l’indotto si dispera

La centrale geotermica non si fa e l’indotto si dispera

Enel Green Power rinuncia alla procedura di Via in Regione per la centrale di Piancastagnaio Preoccupazione da GeotermiaSì sul futuro del settore

2 MINUTI DI LETTURA





pomarance. C’è allarme tra i lavoratori e le ditte che operano nel settore geotermico. Dopo l’esclusione da parte del governo del “vapore” dall’elenco di fonti rinnovabili a cui concedere incentivi, arriva anche il ritiro da parte di Enel Green Power del progetto della centrale geotermoelettrica di Piancastagnaio (Pc6), in provincia di Siena, dalla Valutazione di impatto ambientale (Via) in corso alla Regione Toscana.

In una nota l’azienda informa che il ritiro «è dovuto semplicemente alla necessità di rispondere alle richieste derivanti dal nuovo quadro normativo e regolatorio, a livello regionale e nazionale». Come ribadito nella comunicazione ufficiale inviata da Enel Green Power alla Regione Toscana, «nel corso dell’iter non sono emersi rilievi di elementi di criticità ambientale ostativi al progetto stesso». L’azienda, dunque, si legge ancora nella nota, «conferma peraltro l’interesse allo sviluppo dell’area e, non appena le condizioni lo consentiranno, potrà ripresentare un progetto aggiornato e rispondente alle nuove esigenze definite dall’evoluzione della cornice normativa e regolatoria».

Enel cerca così di non allarmare troppo il territorio geotermico, di cui fanno parte anche Pomarance e Castelnuovo Valdicecina, dove ci sono impianti del colosso dell’energia, ma anche numerose ditte dell’indotto che proprio dalla centrale di Piancastagnaio speravano di ricavare commesse. «Al di là delle decisioni di Enel, che è normale che faccia le scelte più opportune sul piano economico e industriale, il ritiro dell’azienda del progetto Pc6 apre scenari ancora più preoccupanti in una situazione già di per sé critica – dicono dal movimento GeotermiaSì –. Va così in fumo, con gli investimenti che questo progetto avrebbe attivato, l’unica possibilità per le aziende e per l’economia dei nostri territori di arrivare al rinnovo delle concessioni del 2024 in modo quasi indolore».

Alla luce di questa decisione, GeotermiaSì si chiede «in mancanza del rinnovo degli incentivi nell’ipotetico decreto ministeriale Fer2 quali e quanti potranno essere gli investimenti di Enel nella geotermia in Toscana di qui ad allora».

Per il movimento, inoltre, nel luglio 2018, la Valutazione d’impatto ambientale per il progetto Pc6 era pronta in Regione per la firma. «Cosa sarebbe successo – chiedono gli attivisti in favore della geotermia – se il presidente Enrico Rossi l’avesse firmata in quel momento senza rimandare l’atto, come sembra abbia fatto a causa di impegni concomitanti?».

GeotermiaSì chiede infine che in occasione del consiglio regionale straordinario, in programma a Larderello il 24 luglio, siano date delle risposte. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web