Sicurezza
Il Pd attratto dal fascino della divisa da vigile
Bertelli si dimette da capogruppo ed entra in servizio a Pontedera. Un posto nella Municipale anche per un sindaco dem
CASCINA. Francesco Bertelli, consigliere comunale del Pd, ha lasciato l’incarico di capogruppo ed è entrato al lavoro a Pontedera come agente della polizia municipale. Ha superato la selezione pubblica e si è piazzato ai primi posti.
Sono otto i nuovi agenti entrati in servizio in questi giorni dopo il concorso indetto dell’Unione Valdera. Quattro restano al lavoro a Pontedera e quattro nei Comuni che ancora gestiscono il servizio della Municipale in maniera associata e non sono usciti dall’Unione. Tra tanti giovani (e non solo) che hanno già partecipato a vari concorsi per entrare a lavorare nella polizia municipale, ci sono alcuni volti noti della politica. Per restare in provincia, oltre a Bertelli, c’è il sindaco Pd di Montecatini Valdicecina, Sandro Cerri.
Bertelli è già entrato in servizio a Pontedera e ha preso conoscenza della città e dei problemi che ci sono nel quartiere della stazione ferroviaria, nelle zone dello spaccio. Il secondo, confermato sindaco alle recenti amministrative, al momento non ha ancora accettato l’incarico e resta geometra in un comune in provincia di Livorno. Non sono gli unici, impegnati con il Pd e il centrosinistra, ad avere l’ambizione di indossare la divisa da agente della Municipale, visto che anche Niccolò Baccellini è stato in passato consigliere nel Pistoiese, impegnato nella corrente di Andrea Orlando, a Monsummano Terme: anche lui è tra i 16 che verranno assunti dall’Unione.
Al momento è Bertelli, giovane emergente del Pd cascinese, ad avere già indossato la divisa. Ma prima di entrare al lavoro ha dato le dimissioni da capogruppo. Lo scorso 2 luglio Bertelli ha spiegato sul proprio profilo Facebook che per motivi personali non è più in grado di portare avanti l’impegno come capogruppo e che chiuderà la consiliatura come consigliere comunale (il suo posto da coordinatore andrà a Mirko Guainai). Al prossimo consiglio ci sarà l’ufficialità del passaggio del testimone.
Insomma al Pd, a guardare la graduatoria, piace indossare la divisa... e per essere sicuri che i candidati avessero conoscenze di politica, alla domanda numero 23 della prova di cultura generale (uno dei primi passi del concorso della preselezione) si chiedeva di indicare chi è il presidente del Pd nazionale, dando al candidato la possibilità di scegliere tra alcuni nomi. E ora che la graduatoria è pubblica, inevitabilmente qualcuno ci ha messo gli occhi su, sebbene al momento non siano state riscontrate anomalie e tutti gli atti siano stati regolarmente pubblicati. —S.C.
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