Toscana
Famiglie ostaggio di liquami che escono dal tombino
Pronti esposti anche all’Asl per gli allagamenti della corte di un edificio in via Mazzini «Serve un intervento alle tubature», dicono i residenti
FUCECCHIO. Famiglie assediate dall’acqua delle fogne. È la situazione vissuta dagli abitanti di un condominio all’angolo tra via Mazzini e via Roma a Fucecchio e che lottano quasi tutti i giorni contro un tombino da cui fuoriescono liquami. «Abbiamo installato anche una pompa – dicono gli abitanti del palazzo – con l’obiettivo di far defluire l’acqua sporca in un altro tombino. Ma il problema resta e la situazione è davvero difficile».
Le famiglie hanno pronto anche un esposto da inviare a Comune di Fucecchio, Asl e Acque Spa per cercare di risolvere una questione che dovrebbe riguardare la realizzazione delle condutture per l’acqua. «Dal Comune ci hanno detto di chiamare gli addetto allo spurgo – sottolineano gli abitanti di via Mazzini – e che gli interventi sono a carico dell’amministrazione comunale. Un gesto lodevole, ma vorremmo eliminare questa criticità che ci mette in grossa difficoltà, specialmente quando piove».
I residenti hanno il compito di accendere la pompa praticamente ogni giorno per non far riempire il tombino e, quindi, far allagare la corte interna al palazzo di liquami derivanti anche dalle acque nere. Ma l’altro giorno, malgrado fosse stata aspirata di mattina, poche ore dopo i liquami erano di nuovo fuoriusciti dal tombino.
A poco sono servite le proteste nei confronti del Comune e di Acque Spa. Nel palazzo abitano anche due disabili e due bambini piccoli, di tre e sei anni. Presenze che rendono ancora più insostenibile questa situazione.
Come se non bastasse, le alte temperature di questo periodo rendono irrespirabile l’aria, vista la natura dei liquami e gli allagamenti che spesso di verificano anche in due garage che si affacciano sulla corte interna all’edificio.
La richiesta delle famiglie coinvolte in questo disservizio è ovviamente quella di risolvere il problema, ma soprattutto di fare presto. Probabilmente gli esposti serviranno a far prendere coscienza gli enti preposti che in via Mazzini non si può più andare avanti in queste condizioni. Sono mesi, infatti, che l’acqua invade immancabilmente gli spazi condominiali del palazzo rendendo impossibile la vita ai residenti. «Non ne possiamo davvero più di tutto questo», dicono.
Tanto che molti abitanti dell’area si dicono disperati e di non essere più disposti a tollerare ulteriori ritardi. Anche ieri hanno dovuto far fronte al disagio di dover provvedere da soli a una situazione che, invece, richiederebbe l’intervento risolutivo di aziende che operassero sulle tubazioni. E non solo rimediare togliendo semplicemente i liquami dai tombini. —
A.Q.
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